Wolfthorn – Towards Ipsissimus

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Terza fatica sulla lunga distanza per i tedeschi Wolfthorn, ora divenuti un trio capitanato dal singer Sadhu Satana che, per l’occasione, si avvale della collaborazione di membri di altre realtà underground teutoniche come Total Hate e Blasphemic Lust. Anche se i testi dei pezzi, vagamente filosofici, e l’artwork, caratterizzato da inquietanti raffigurazioni e simbologie di stampo satanico-esoterico (peraltro veramente ben realizzato e curato nei particolari), potrebbero ad un primo impatto far pensare ad una svolta dei nostri verso i lidi del così detto religious, siamo invece di fronte ad un album di classico raw german black metal, carico di atmosfere sulfuree e sinistre, e legato in tutto e per tutto alla tradizione. I riferimenti più immediati si possono individuare nei primi Bathory e nei Darkthrone di “Transilvanian Hunger”: due o tre riff elementari che reggono l’intera struttura delle singole canzoni, cantato in uno screaming brutale e demoniaco, ed un feeling generale freddo e mortifero, come da copione. I Wolfthorn sembrano prediligere decisamente i mid tempos cadenzati ed infatti in questo disco raramente si lasciano andare a veloci sfuriate, pur non disdegnando di inserire qualche sorprendente assolo a spezzare l’andamento monolitico dei brani. La produzione si adatta perfettamente allo stile dell’album: é soffocata e polverosa e mette in secondo piano la sezione ritmica, specie nelle parti più tirate. “Towards Ipsissimus” é quindi un lavoro non essenziale ma colmo di attitudine e devozione e con qualche episodio sopra le righe (come l’ossessiva “The Lost Soul’s Sacrifice”, dalla melodia immediatamente memorizzabile), che resta comunque un ascolto consigliato per gli amanti delle sonorità più ortodosse.