Apathia – Nihil

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A cinque anni di distanza dalla pubblicazione di “Celebrating The Fall Of Humanity”, split in compagnia della one man band cagliaritana Infamous, tornano a far sentire la propria voce furiosa e dolente i nostrani Apathia, trio capitanato da Nefastvm, già in Einsamtod, Vollmond e Impious Vesper, di cui di recente abbiamo recensito la demo di debutto “Fiamme E Corvi”. La band, nelle sue passate produzioni, era più vicina ad un black metal depressivo e sporcato di doom, caratterizzato da un andamento lento ed interrotto da improvvise e violente accellerazioni, come ad esempio nella demo di debutto del 2008 “Through Depression And Ruins”; stile che i nostri hanno mantenuto abbastanza costante nel corso degli anni, come dimostra lo split “Weeping Spirits – An Ode To Sorrow In Man” pubblicato nel 2012, in compagnia dei finlandesi Fornicatus e dei tedeschi Andrarakh. Questa nuova demo sembra cambiare in qualche misura le carte in tavola, mettendo da parte i ritmi più lenti ed agonizzanti delle precedenti uscite (credo soltanto temporaneamente) e mostrandoci il lato più brutale e selvaggio della musica dell’ensemble italiano, che si prende tutta la scena senza cedimenti di sorta.

Fin dall’artwork tradizionalissimo, con il classico logo bianco su sfondo nero, “Nihil” si presenta come un lavoro estremamente scarno e minimale. I due pezzi qui presenti, entrambi di lunga durata, sono caratterizzati da ritmi forsennati e da un riffing abbastanza caotico, da una sezione ritmica che costruisce un impenetrabile muro sonoro e dal consueto screaming demoniaco e funereo: due mazzate di puro black metal di estrazione nordica, che dipingono un gorgo maledetto, nel quale è davvero difficile trovare un appiglio o intravedere una flebile fiammella di speranza.

I nomi che mi sono balenati in mente durante l’ascolto sono quelli di Abyssic Hate e Judas Iscariot nelle loro manifestazioni più cruente e senza compromessi: infatti, nonostante la velocità esecutiva, l’atmosfera continua ad essere ipnotica e circolare ed è resa ancora più ossessiva da una registrazione ricca di riverberi e sporca quanto basta. Forse eccessivamente monolitico nella resa finale e pur con tutti i limiti imposti dagli stereotipi di riferimento, “Nihil” rimane in ogni caso un buon prodotto underground, dedicato ai fans dell’underground, e come tale va fruito e, a seconda dei vostri gusti personali, apprezzato. Magari nell’attesa di un’uscita dal minutaggio più corposo, che possa mettere in mostra le varie sfaccettature della musica degli Apathia.