Mulla – الاصابة

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I Mulla, nel giro di pochissimo tempo, sono diventati uno dei gruppi più conosciuti e controversi degli ultimi anni. Le prime release, datate 2020, avevano mosso interesse nell’ambiente underground, non solo per l’alta qualità della musica, ma anche per quello che i Mulla rappresentavano. Il progetto si presentava non solo come proveniente dall’Iraq ma addirittura come una one woman band. Il fatto che una donna, proveniente da un paese musulmano, in cui suonare musica occidentale è contro la legge, incidesse black metal, con tanto di testi antireligiosi, sembrava davvero incredibile. Talmente incredibile che poi si è rilevato falso, anche perché chi conosce l’arabo ha scoperto nei testi numerosi errori, tanto da ritenere impossibile che fossero stati scritti da madrelingua. Al momento non si sa con certezza chi si celi dietro i Mulla (“re” o “Dio”, in arabo) ma è ormai assodato che non si tratta di una donna, tanto meno proveniente dall’Iraq. I due membri accreditati si fanno chiamare Shukri (chitarra e batteria) e Shakram (voce, chitarra e basso). Il mistero fa comunque buon gioco all’immagine ed è ovviamente cavalcato dall’altrettanto sfuggente etichetta Careless Records, una volta di stanza in Russia, ora rilocata in Kazakhistan. Le versioni fisiche, vinile e cassetta, verranno invece rilasciate in agosto dall’italiana Subsound Records. Quello che conta di più però è ovviamente sempre la musica e quella dei Mulla è sempre stata eccezionale. Parliamo di un black metal atmosferico che ricalca prevalentemente le orme di Burzum e tutti i suoi relativi cloni.

Canzoni dunque spesso piuttosto lunghe, contraddistinte da riff ipnotici e ossessivi, supportati da un tappeto di blast beast e accompagnati da uno screaming basso e soffocato. Le influenze, chissà quanto autentiche, mediorientali sono sempre presenti, con richiami più o meno marcati a quelle melodie conosciute anche grazie a gruppi come Melechesh e Arallu, anche se una certa eco malinconica, sempre accoppiata ad un’atmosfera cupa e ancestrale, può ricordare a tratti i lavori più cerebrali degli Horna. L’ultimo disco, datato 2023 (il quarto in altrettanti anni di attività), rappresenta forse l’apice della musica dei Mulla. La produzione è leggermente più rifinita e meno grezza, il che esalta le melodie disegnate dalle chitarre, senza andare ad addolcire un suono che resta pesante, distorto, tagliente e fieramente ancorato alla tradizione del metallo nero. In particolare la traccia numero tre, lunga ben tredici minuti, è destinata a lasciare il solco nelle vostre orecchie, grazie a quell’ossessivo giro di chitarra che domina tutta la canzone. Il songwriting rimane comunque di alto livello per tutte e cinque le tracce, capaci di non annoiare mai, nonostante la durata sia sempre superiore ai sei minuti, grazie alla sempre alta qualità di riff derivativi ma mai banali e di digressioni mediorentaleggianti, sempre posizionate al punto giusto, nonché di qualche assolo che evidenzia una non scontata evoluzione tecnica. Si tratta dunque dell’ennesimo eccelso lavoro di una band in esponenziale crescita. Chi ci sia dietro poco importa, noi intanto continuiamo a goderci il black metal dei Mulla.

REVIEW OVERVIEW
Voto
78 %
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mulla-%d8%a7%d9%84%d8%a7%d8%b5%d8%a7%d8%a8%d8%a9TRACKLIST <br> 1. أحيانا يمشي الموت هنا; 2. الاصابة; 3. صرخة ذئاب الصحراء; 4. رمل مملوء بالدم; 5. جوقة الجروح المفتوحة <br> DURATA: 42 min. <br> ETICHETTA: Careless Records / Subsound Records <br> ANNO: 2023