Astar – Battlekeep

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Scavando nel sottobosco underground capita (purtroppo sempre meno di sovente) di imbattersi in realtà interessanti, che riescono a sorprendere non tanto per la novità della proposta in sé (chimera forse ormai irraggiungibile) quanto per la capacità di reinterpretare in maniera personale sonorità ben note e consolidate, il che non è assolutamente da sottovalutare. È il caso degli Astar, duo italiano nato da poco dalle ceneri del progetto Anno Domini e formato da Duke Eligos (voce, testi) e Sir Percival (chitarra, basso e synth), con la partecipazione di Militia Sagittarivs alla batteria. I nostri amici esordiscono con questo ep, che si presenta con una copertina molto evocativa, che introduce immediatamente l’ascoltatore in un’atmosfera da saga epic-fantasy di matrice tolkeniana, del resto chiaramente evocata anche dagli pseudonimi dei musicisti coinvolti. E infatti “Battlekeep” dovrebbe essere il primo capitolo di quella che la band ha battezzato “Royal Blood Saga”, ovvero un ciclo di storie ispirato ai miti di Re Artù e alle leggende legate al Santo Graal che, oltre alla pura narrazione fantastica, dovrebbe veicolare anche un concept gnostico-esoterico: lo stesso nome della band infatti deriva da quello di un’antica divinità cananea (Attar o Astar, appunto) identificata con Venere, la stella del mattino, la cui figura ha molti tratti in comune con quella del Lucifero della tradizione cristiana.

Ed ecco che da Tolkien si transita in qualche modo verso tematiche quasi alla Dan Brown, in uno sfondo testuale che unisce diverse suggestioni, storiche e non, e che potrà essere sviluppato a piacere in futuro. Dal punto di vista prettamente musicale invece gli Astar sono fautori di un black metal di stampo melodico, influenzato da tratti sinfonici e da squarci dal sapore vagamente dungeon synth ma sempre dal piglio spiccatamente medievale, che ben si adatta al substrato lirico. Nelle sei canzoni che compongono l’ep questi elementi emergono di volta in volta e si prendono la scena a vicenda, senza che nessuno prevalga mai in maniera netta sull’altro. Questo a mio giudizio è uno dei punti di forza di questa release che, pur dalla durata contenuta, dimostra la capacità della band di mescolare vari ingredienti in un insieme coerente e coinvolgente, anche se la resa sonora non è esente da qualche peccato veniale (probabilmente la registrazione è da sgrezzare e da “appesantire” per meglio definire le linee di chitarra). Il lavoro tuttavia avvince e scorre che è un piacere passando, dopo la breve intro, dall’aggressiva “Sacred Bloodline” alla potente e melodica “The Dragon’s Oath”, dalla tenue, lenta e avvolgente, ma a suo modo misteriosa, “Lapis Exillis” alle sfumature tragiche di “A Ballad For The Fallen King”, fino alla conclusiva strumentale “Northern Star And Watchtowers”, composta ed interpretata dall’ospite speciale Tuyla dei folk metallers Blodiga Skald, che chiude il disco con un finale sognante.

Da menzionare lo screaming di Duke Eligos, rauco e non potentissimo ma decisamente espressivo, a mio parere non troppo lontano come timbrica e modalità interpretativa dallo stile canoro di alcuni gruppi storici della scena black greca: si tratta di un tocco particolare in un lavoro che all’ascolto potrebbe ricordare gente come Summoning, Evol o Stormlord e che comunque si inserisce sostanzialmente in quel solco declinando sotto un altro aspetto quel genere di tematiche e sonorità. La mia impressione è quindi positiva: “Battlekeep” potrà piacere tanto agli amanti del black metal melodico a tutto tondo quanto a chi segue anche altri filoni del metal (power compreso, perché no?). Li aspetto con curiosità alla prova della prima fatica sulla lunga distanza.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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astar-battlekeepTRACKLIST <br> 1. At The Gates Of The Last Kingdom; 2. Sacred Bloodline; 3. The Dragon's Oath; 4. Lapis Exillis; 5. A Ballad For The Fallen King; 6. Northern Star And Watchtowers <br> DURATA: 24 min. <br> ETICHETTA: Independent <br> ANNO: 2023