Kataxu – Hunger Of Elements

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Nuova release per i polacchi Kataxu, dopo diversi split con i Thunderbolt esce, a distanza di cinque anni dall’esordio, il secondo full length. La direzione stilistica intrapresa mostra un suono che fa un massiccio uso di tastiere, inclinato quindi verso lidi sinfonici. Un drumming molto ispirato accompagna le sognanti melodie che lasciano spesso in secondo piano la ritmica delle chitarre, sempre coperte dal suono onnipresente delle tastiere. Le tracce hanno tutte una durata superiore ai dieci minuti, a parte dei pezzi strumentali posti fra ogni canzone. Il risultato finale è reso alla perfezione da una produzione inaspettatamente pulita e potente. Ovviamente si nota subito come questo album si discosti dai lavori passati dei Kataxu e ancora di più dalla classica scena NSBM. Dove troviamo un ottimo intreccio sinfonico notiamo la mancanza del riffing marcato della chitarra, se fosse stata data più attenzione a questo aspetto probabilmente le composizioni sarebbero state più corpose ma soprattutto più aggressive. Il livello qualitativo rimane sempre sullo stesso piano, non evidenziando né particolari cali ma neanche parti sopra le righe. Questo black metal orchestrale lascia una strana sensazione, sicuramente rappresenta un’uscita particolare e che si sa subito far distinguere, però non so quanto riuscirà a lasciare il segno l’aver osato così tanto. Io continuo a preferire il vecchio suono dei Kataxu, più arcano ed oscuro. L’ispirazione compositiva, in ogni caso, non manca. Vengono proposte diverse soluzioni mirate prevalentemente al creare atmosfere alienanti e sinfoniche, a volte possiamo ascoltare sfuriate dove il suono si fa più aggressivo. L’uso delle tastiere ricorda molto i Limbonic Art di “Moon In The Scorpio”, se vi piacciono i primi due album dei Limbonic Art vi consiglio di dare un ascolto a questo “Hunger Of Elements”. Un lavoro interessante e particolare consigliato, però, solo agli amanti del genere.