Eptagon – Discrimen

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Seconda prova per i nostrani Eptagon, band piemontese che aveva ben impressionato in occasione del suo debutto del 2006 “Agonia e Silenzio”, proponendo un black metal melodico di discreta fattura. Questo “Discrimen” segna un allontanamento piuttosto netto dalle sonorità black, a favore di un death metal melodico di matrice svedese, vicino ai primi Dissection. Questo genere di influenze era peraltro già presente nel primo lavoro dei nostri, ma prende oggi decisamente il sopravvento a discapito dell’elemento prettamente black, che resta confinato in poche sfuriate al fulmicotone che costellano sporadicamente i brani. Al di là della svolta stilistica (di per sé rispettabilissima) intrapresa dal combo nostrano, l’impressione che ho avuto all’ascolto di questo demo è quella di una band non ancora pienamente consapevole delle proprie potenzialità espressive, che ha abbandonato la vecchia via ma che ancora sembra non aver trovato la nuova. Alcuni riff sono di buona qualità, ma i pezzi risultano ancora troppo slegati e poco incisivi. A questo si aggiungano un cantato abbastanza monocorde ed una registrazione leggerina che fa scemare l’aggressività del songwriting. Non si tratta comunque di un’opera completamente malriuscita e la risicata sufficienza vuole essere più uno sprone a migliorare che una valutazione negativa. Il gruppo lascia infatti intravedere qualche spunto interessante quando si lascia andare a cavalcate dal sapore quasi epico, ovvero quando dimostra versatilità esecutiva nei diversi e repentini cambi di tempo che caratterizzano i pezzi. Affascinante anche l’uso, seppur limitato, della chitarra acustica, che sottolinea con efficacia alcuni passaggi più riflessivi e malinconici. “Discrimen” in latino significa “decisione”, “discernimento”, “risoluzione”: gli Eptagon hanno preso la loro decisione e dovranno continuare lungo il percorso iniziato cercando di trovare maggiore compattezza e personalità.