Meressin – The Baphomet’s Call

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Originariamente uscito nel lontano 1996 in formato cassetta, “The Baphomet’s Call” rappresenta il debutto dei Meressin, band sconosciuta proveniente dalla fredda e distante Lituania. Il lavoro, ristampato successivamente nel 2007, contiene le 9 tracce dell’uscita originale con l’aggiunta di una bonus track (“Hell Calls”) presente nel primo demo “Satan, Oro Te, Reo Portas Patere” del 1994. Il quartetto lituano propone un’originale (si parla per l’epoca naturalmente) miscela tra l’heavy metal più oscuro e maligno dei vari Mercyful Fate, Iron Cross, Satan, e il black metal più sporco degli arbori, portato alla luce da bands quali Venom e Celtic Frost. Il risultato è ampiamente soddisfacente dato che i pezzi risultano freschi e molto personali senza cadere in riferimenti troppo palesi o addirittura nel plagio più totale. Ed ecco che dopo la particolare introduzione di “Signs”, il gruppo inizia a fare sul serio con la successiva “Release The Blind For Dark”, canzone che, come tutte le altre, in linea di massima alterna le parti cantate, generalmente coincidenti con i momenti più aggressivi, con frangenti più o meno lunghi improntati solamente sul lato musicale, caratterizzati per lo più da prolungati assoli sia di chitarra che di basso, che incidono non poco sul fattore melodico, certamente di grande importanza per il gruppo. Lode quindi a questi musicisti, tecnicamente molto validi, specialmente il bassista, autore di molti assoli e giri talentuosi che ricreano un’atmosfera molto particolare grazie ad un sound pulito, compatto e pulsante, che ricorda per sonorità persino gli Iron Maiden degli esordi. Oltre l’ottima opener, però, come detto, tutte le canzoni risultano degne di nota, come la lunga e articolata “Suicide’s Prophecies” e la successiva e strumentale “Darkness”, ottima anche se breve e in grado di riportare alla memoria addirittura i Joy Division per quanto riguarda le melodie delle chitarre. Altro brano strumentale è “The Abyss”, questa volta più lungo e maggiormente strutturato, ma capace di ricreare un feeling oscuro e maligno, seppure musicalmente il pezzo contenga melodie molto heavy. Insomma di carne al fuoco ce n’è molta in questo “The Baphomet’s Call”, ma, al contrario di quanto avviene in uscite simili, dove nel mescolare parecchi generi anche distanti tra loro si rischia di ottenere un lavoro senza capo né coda, qui il tutto suona naturale e fluido, sia per quanto riguarda le parti più veloci e thrasheggianti, sia per quanto concerne i lunghi e intricati assoli musicali, davvero molto ben strutturati. Anche la produzione risulta buona, con tutti gli strumenti ben distinguibili, specie per quanto riguarda il basso, davvero l’arma vincente dell’intera opera, mentre la voce risulta sporca e ruvida senza però l’uso di screaming o growling. Che altro dire? I puristi storceranno il naso, visto che qui di black metal vero e proprio non c’è nemmeno l’ombra, ma tutti coloro che ascoltano musica senza lasciarsi troppo influenzare da un solo genere troveranno di sicuro interesse questo “The Baphomet’s Call”. Da riscoprire.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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