Blood Chalice – Blood Chalice

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Ci risiamo!!! Look incappucciato e nomi dei componenti rappresentati dalle singole iniziali. Incredibile l’originalità con la quale si presentano i Blood Chalice, combo killer e satanico finlandese. Il loro calice è colmo di odio e metallo, e non le mandano a dire. Presi di mira dalla Regain Records ai tempi del demo autoprodotto sono stati messi sotto contratto con satana ed esordiscono a inizio 2018 con l’album “Sepulchral Chants Of Self​-​Destruction”, un’autentica sassata in piena fronte, un assalto alla baionetta che non lascia prigionieri, black metal primordiale e ignorante che basa il suo approccio unicamente sulla violenza e sullo sprigionare odio. Vista la rapidità con la quale sono andate esaurite le copie della “Demo 2016”, la Blood Harvest Records, insieme alla Helter Skelter Productions, ha deciso di ristampare quel lavoro, rinominato “Blood Chalice”, in tre differenti versioni per far felici tutti quelli che, assetati di sangue e blasfemia come noi, non si siano riusciti ad accaparrare una copia dell’originale debutto. Le coordinate sulle quali spingono i “calici di sangue” sono le classiche del quadro finnico primordiale, come insegnato dai pionieri Impaled Nazarene e Beherit, aggiungendo quel pizzico di ignoranza primitiva che rende il tutto ancora meno accessibile ai timpani più eleganti e pretenziosi.

Abbiamo a che fare con cinque tracce di spietata violenza al limite dell’umano, che ci fanno porre domande circa l’odio che possono provare queste persone verso l’umanità e la religione. La durata dei brani è davvero breve per un totale di dieci minuti, il minimo sindacale nel concentrare il loro attacco panzer senza compromessi. Un dischetto che pare uscito da una cantina marcia e intrisa di muffa e sudore direttamente dal 1992, non oltre, dove i piatti Paiste sono sostituiti da quelli No Brand con filature degne della faglia di Sant’Andrea, amplificatori sormontati da bottiglie di alcolici terminate, teste di maiale mozzate e croci rovesciate. È proprio l’essenziale che impregna questa demo e la rende affascinante, con le vocals di Pessi Haltsonen simili a urla di un maiale sgozzato che si tramuta in un demone desideroso di possedere la tua anima. È chiaro che si sta parlando di un vero e proprio assalto selvaggio e tribale espresso in musica, pertanto le aspettative devono essere proporzionali a quello che è effettivamente il prodotto, ora più curato soprattutto a livello di packaging, con un bel digipack, lp e tape. Il suono è quello del classico black metal primordiale, non aspettatevi orpelli o divagazioni culturali perché sareste fuori strada. Se volete avere un’idea più precisa di questa band di sicuro consigliamo di ascoltare il disco “Sepulchral Chants Of Self​-​Destruction” dove il gruppo riesce ad esprimersi in una dimensione più consona a una valutazione più ragionata. Di sicuro questo “Blood Chalice” sarà un prodotto che farà gola ai collezionisti e agli oltranzisti del true black metal satanico, irriverente e sacrilego.