Grieve – Funeral

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Per la serie “one shot, one kill”, ecco a voi il primo (e ultimo) album dei Grieve. Questa creatura finlandese ha esordito nel 2020 con l’omonimo ep e lo stesso anno ha dato alle stampe lo split in compagnia dei connazionali Mørketida. Si tratta di un duo composto da personaggi noti a chiunque segua, anche solo distrattamente, la scena underground della terra dei mille laghi, ovvero V-Khaoz (attualmente in Druadan Forest e Vargrav, tra gli altri, ed ex membro di Azaghal ed Hellkult, sempre tra gli altri), qui in veste di batterista e tastierista, e il satanico signore della guerra Werwolf (sarebbe un’impresa elencare tutti i progetti nei quali è o è stato coinvolto), che invece si occupa di chitarra, basso e voce: e non è un caso che sia quindi la Werewolf Records ad imprimere il proprio marchio su questo disco, che si presenta con una copertina evocativa e vintage (che ricorda quella del classico dei Forgotten Woods “The Curse Of Mankind”) e segna (non chiedetemi per quale occulta ragione ma credo che tutto ciò contribuisca a creare il famoso “alone di culto”) l’esordio sulla lunga distanza di questo progetto e, contemporaneamente, il suo addio, anzi il suo funerale, come recita in maniera appropriata il titolo.

Considerate queste premesse, cosa sarà lecito attendersi da un lavoro così concepito e da musicisti che hanno fatto, da sempre, delle sonorità “true” il loro ferreo credo? Ardue sperimentazioni? Raffinate ed eleganti divagazioni progressive? Ovviamente no: ed infatti qui abbiamo niente più e niente meno che mezz’ora di glaciale black metal di matrice finnica, profondamente radicato nella tradizione degli ormai mitologici anni novanta, che non si smuove nemmeno per un momento da quelli che sono i consueti luoghi comuni del genere e non si concede nessuna fuga in territori che non siano lande desolate e incessantemente sferzate dal gelido vento invernale. Baptism, Behexen o gli stessi Satanic Warmaster: queste sono le influenze principali dei Grieve ma davvero andrebbe bene qualsiasi accostamento con una band che proponga il classico sound made in Finland, nella sua forma più spinta e rabbiosa, perché queste sono le coordinate stilistiche e da lì non ci si schioda. Detto in questi termini “Funeral” potrebbe essere considerato uno dei tanti dischi “minori” che si vanno ad inserire in quel solco ormai decisamente profondo, intasando un panorama underground che, in quella specifica nicchia, può senz’altro considerarsi saturo.

E in parte è così ma la bravura, l’esperienza e l’indiscutibile attitudine dei musicisti coinvolti nel progetto riescono a supplire alla mancanza di originalità perché, insomma, se si vuole del buon black metal finlandese come Satana comanda, allora è preferibile andare sul sicuro con questi due veterani che sanno a menadito come si costruisce un disco di questo tipo, con tutte le cose finlandesi al loro posto, ivi compresi i classici ricami melodici, in questo caso più sottotraccia del solito e sommersi da un approccio ferale che va a braccetto con una registrazione sporca e casereccia come si conviene: e questo vale sia per i pezzi più tirati, come ad esempio l’opener “Lethal Wind Of Destruction” o l’intransigente “Helvetin Valtaistuin” o ancora la più thrashosa “Possessed…”, che per quelli che privilegiano groove ed atmosfera, come “Requiem Of Mankind”. “Funeral” è questo: un album solido che non sorprende, come se fosse stato pubblicato nel 1997 dall’oggi defunta Malicious Records, con tutti i limiti e i pregi (fate voi) che può avere un lavoro del genere nel 2022.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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TRACKLIST <br> 1. Lethal Wind Of Destruction; 2. Winter Of Torment; 3. Possessed...; 4. Nocturnal Cries; 5. Requiem Of Mankind; 6. Helvetin Valtaistuin; 7. Funeral Path <br> DURATA: 30 min. <br> ETICHETTA: Werewolf Records <br> ANNO: 2022 grieve-funeral