Nocturnal Prayer – Mutilation On The Bed Of Winter

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Dal Canada arrivano tonnellate di war metal violentissimo e ultra blasfemo così come container di black metal atmosferico dal tocco folkeggiante ma c’è anche una discreta scena raw black metal, votata a quel sound grezzo, catacombale e mortifero che da sempre è associato a questo particolare sottogenere. A quest’ultimo filone appartengono senza ombra di dubbio i Nocturnal Prayer che, dopo un paio di demo, raccolte nella compilation “Advance On Weakened Foes”, ed uno split in compagnia degli inglesi Abduction (tutto materiale pubblicato nel corso del 2020), approdano finalmente al debutto sulla lunga distanza, sotto l’egida della lituana Inferna Profundus Records, etichetta che da sempre sguazza in questo tipo di nefandezze sonore, con questo “Mutilation On The Bed Of Winter”, album che non esce dal recinto entro il quale la band intende continuare a pascere il proprio black ruvido e tradizionalista ma che, al tempo stesso, sembra segnare una maturazione piuttosto evidente o quanto meno una maggior consapevolezza in fase di songwriting, i cui effetti insanguineranno piacevolmente i vostri padiglioni auricolari. Del trio che originariamente componeva la band è rimasto il solo Murder, che evidentemente era la mente compositiva del progetto e che in questa occasione si fa coadiuvare alla batteria da Deimos. Gli aggettivi che possono descrivere un lavoro di questo tipo sono quelli consueti: intransigente, freddo, necrotico, abrasivo, criptico, ma anche epico e melodico quando serve esserlo.

E allo stesso tempo le influenze e i riferimenti sono altrettanto immediatamente individuabili: Darkthrone in primis, ovviamente: il fantasma di “Under A Funeral Moon” accompagna i Nocturnal Prayer fin dall’inizio della loro avventura; ma anche Craft e Bathory nei frangenti più ruvidi e old school; Nargaroth e varia roba esteuropea nei momenti più malinconici e cupi; e, per contro, le Legiones Noires o la più recente scena lusitana in quelli invece più inaccessibili e monolitici. In pratica non c’è niente che non sia già stato sentito ed anche a livello di produzione si viaggia sui noti binari del più classico sudiciume, con tanto di chitarre a zanzara, suoni low-fi e alcune canzoni che attaccano e finiscono all’improvviso, come nelle demo più cantinare dei gloriosi anni novanta: perciò non è certo l’originalità quella che dovete cercare in “Mutilation On The Bed Of Winter”. E allora cosa? Quegli assalti violenti; quelle atmosfere soffocanti ma anche meste e inquiete; quel riffing penetrante, ipnotico e lacerante; quello screaming al vetriolo, evocativo ed oscuro: insomma tutti quegli elementi che qualunque appassionato ben conosce e che qui ritroverà in gran quantità e in bell’ordine, rimanendone soddisfatto: come quando si incontra dopo diverso tempo un vecchio amico ed è come se fosse passato solo qualche giorno.

Questo lavoro è un tuffo nel passato sotto ogni punto di vista e, incredibilmente, funziona alla grande nella sua semplicità, grazie alla capacità dei nostri eroi di mescolare nel giusto mix questi ingredienti ma anche alla naturalezza con la quale Murder riesce a costruire brani claustrofobici e stratificati, caratterizzati da un certo groove ritmico nei momenti strategici e da un tocco disturbato che si manifesta soprattutto attraverso urla più belluine e disperate che mai: e tutto ciò si inserisce nel solco di uno stile canonico e facilmente inquadrabile ma riesce a dare vita a pezzi trascinanti ed efficaci che, title track a parte, prendono forma specialmente nella seconda metà del disco: “Slow Curse” (divisa in due episodi, entrambi a mio giudizio degni di menzione) e la suite finale “Lustrous As The First Star Of The Night” sono esempi dell’attuale stato di forma della band e manifesto dell’estetica musicale dei Nocturnal Prayer, carica di devozione verso un passato per molti versi mitizzato ma ancora in grado di scatenare quelle emozioni che persino gli ascoltatori più smaliziati vanno cercando in dischi di questo tipo. “Mutilation On The Bed Of Winter”: ovvero, come suonare musica “di genere” rispettandone tutti i luoghi comuni e riuscire comunque a spaccare i culi. True black metal, that’s all!

REVIEW OVERVIEW
Voto
73 %
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TRACKLIST <br> 1. Murder; 2. Mutilation On The Bed Of Winter; 3. Moonlit Paths To The Crystalline Throne; 4. Forests Satined In Ritual; 5. Slow Curse Pt. I (Spiritually Stalked); 6. Slow Curse Pt. II (Rife With Possession); 7. Lustrous As The First Star Of The Night <br> DURATA: 40 min. <br> ETICHETTA: Inferna Profundus Records <br> ANNO: 2022 nocturnal-prayer-mutilation-on-the-bed-of-winter