Fiat Nox – Demanifestation (Hymns Of Destruction And Nothingness)

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I Fiat Nox sono delle facce ben note nel panorama estremo underground tedesco, dove bazzicano con questo nome dal 2016 (precedentemente conosciuti come Aszendent). Nel 2016 escono con la demo “Light The Torches” e nel giugno 2021 è la volta del buon full length di debutto “The Archive Of Nightmares”, seguito a breve distanza dall’ep “In Contemptuous Defiance”. Nemmeno il tempo di fare assimilare ai fans i nuovi pezzi che la band esce nuovamente con un altro lavoro, sempre in formato ep ma strutturato diversamente: tre lunghe tracce per mezz’ora di massacro, senza un minimo riguardo verso l’ascoltatore. Il combo di Brema pare ci abbia preso gusto a produrre musica in quantità e lo fa senza tralasciare la qualità, dato non trascurabile considerato l’elevato numero di band spazzatura presenti nel genere. Per chi ancora non conoscesse i Fiat Nox, abbiamo a che fare con la classica band dall’approccio black metal, dove spesso e volentieri fa capolino del death claustrofobico, e si ritrova qualche elemento atmosferico a dare un pizzico di profondità a una proposta di per sé abusata, soprattutto negli ultimi anni: band canonica che non vuole inventare nulla e suona in barba alle mode. Le atmosfere lugubri e malsane di questo nuovissimo “Demanifestation (Hymns Of Destruction And Nothingness)” ci trascinano in un mondo parallelo, fatto di sofferenza e perdizione, grazie all’utilizzo quasi maniacale di soluzioni create nelle più famose contee oscure del Nord Europa, mescolandone gli ingredienti e tirando fuori una pozione dal buon sapore ma al contempo letale.

Come dicevamo, in questa nuova fatica la band si cimenta, a differenza delle altre uscite discografiche, esclusivamente in pezzi lunghi, articolati e complessi senza mai risultare prolissi, coinvolgendo anzi l’ascoltatore minuto dopo minuto grazie all’enorme quantità di riff e cambi di tempo. La trama è sempre la stessa, collaudata, affidabile, forse un po’ scontata ma d’altronde è ciò che cerchiamo: in questi trenta minuti assistiamo inermi alle fucilate black/death di una band coesa e diretta al punto, dove di sicuro risaltano gli arrangiamenti vocali spartiti tra un growl profondo e un più canonico scream che spesso dà spazio a urla evocative che valorizzano la già di per sé ottima prova vocale in tutto il disco. Bisogna anche sottolineare la perizia tecnica strumentale di categoria superiore, che stupisce per una band che ha esordito sulla lunga distanza appena pochi mesi fa.

Diversi i rimandi alla scuola svedese e a band come i Voodus in quanto a oscurità e claustrofobia, complessità e articolazione dei pezzi: e ci sono passaggi inaspettati, come il solo bluesy della conclusiva “Demanifestation”, o il growl più tipicamente death di “Cosmos Into Chaos”. Ennesimo centro dei Fiat Nox, che a questo giro rincarano la dose tecnica a discapito dell’immediatezza ma ci regalano un lavoro intenso, dalla classe cristallina. Ennesima band che sta seminando bene per un futuro dai connotati più che rosei.