DeathSlaüghter – Passing Through The Valley Of Sodomites

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Nel mare magnum dell’underground brasiliano c’è posto anche per i DeathSlaüghter (con la dieresi sulla u, che fa molto Motörhead), one man band dietro alla quale si cela il mastermind Count Demönlust (con la dieresi sulla o, tanto per ribadire il concetto), personaggio ovviamente attivissimo con una pletora di altri gruppi e progetti di varia natura (alcuni dei quali hanno la dieresi nel nome, e così sia). Questo progetto nasce addirittura nel 2012 come Infanticídio, cambia diversi nomi per assumere quello attuale nel 2016, e pubblica con quest’ultimo moniker diverso materiale, tra cui l’album di debutto “The Last Great War Of Humanity” nel 2019. E si arriva così a questo “Passing Through The Valley Of Sodomites”, seconda fatica sulla lunga distanza, che si presenta con una bella copertina di ispirazione dantesca, a sottolineare un certo lato epico e tragico della proposta musicale. Eh sì, perché i DeathSlaüghter, a differenza della maggior parte dei gruppi carioca, si allontanano in maniera evidente dal classico sound sudamericano tutto satana e cacofonia e vanno a pescare nella tradizione heavy/speed/doom, mescolando il tutto con un piglio raw che strizza l’occhio soprattutto al black metal della prima ondata, per un risultato finale che non fa di certo gridare al miracolo ma che risulta tutto sommato godibile.

Ed è l’opener e title track a mettere immediatamente in rilievo quanto appena detto aprendosi, dopo una breve intro con le più classiche spoken words, verso una direzione classicamente heavy, caratterizzata da un suono piuttosto potente, fino a sfociare nella velocità del tremolo e del blast beats più canonici, con vocals decisamente grim, alternate qua e là da qualche inserto in growl che nel contesto non guasta di certo. E questo equilibrio rimane costante per tutta la durata dell’album, che resta ancorato ad un’impostazione di fondo grezza e black-oriented ma non trascura mai il proprio debito nei confronti della NWOBHM e la propria vocazione verso questo genere di influenze, veicolata ad esempio dalla presenza di solos e lunghe cavalcate strumentali non prive di un certo gusto melodico, che mi hanno ricordato in più di un’occasione l’approccio di band come i Witching Hour o i Vaultwraith (anche se lavori come “…And Silent Grief Shadows The Passing Moon” o “Light The Candle In Honour Of Devils” restano decisamente superiori). Interessanti sono anche le sezioni più lente del disco, quando i ritmi rallentano fino a sfiorare territori doom ed emerge in superficie un’atmosfera più ritualistica, che potrebbe essere accostata in parte alla più classica scuola black ellenica dei primi anni novanta, anche e soprattutto per l’utilizzo, non invadente ma funzionale, delle tastiere, che fanno da sottofondo ad alcuni passaggi più cupi e cimiteriali.

Ed è specialmente nei brani più lunghi ed epici, come “Karteria”, “For The Glory Of Roma And Sparta” e la conclusiva “My Descendants Will Kill Yours” che tutti questi elementi vengono mescolati a dovere, consentendo al nostro conte brasiliano di esprimersi al meglio. In definitiva siamo di fronte ad un buon disco, che ha il merito di essere sufficientemente vario e di non adagiarsi troppo su soluzioni preconfezionate, distinguendosi in tal modo rispetto alla media dei lavori underground della zona geografica di provenienza. Ascolto consigliato.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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TRACKLIST <br> 1. Passing Through The Valley Of The Sodomites; 2. Karteria; 3. Bestiality; 4. Serpent That Becomes The Dragon; 5. For The Glory Of Roma And Sparta; 6. Receptacle; 7. My Descendants Will Kill Yours <br> DURATA: 49 min. <br> ETICHETTA: Cianeto Discos <br> ANNO: 2022 deathslaughter-passing-through-the-valley-of-sodomites