End – End

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Uscito originariamente nel 2019 in versione autoprodotta, e pertanto pressoché invisibile anche ai più appassionati del genere, il debutto sulla lunga distanza dei lombardi End viene adesso ristampato in varie versioni dalla polacca Victims Of Fate, in attesa che il gruppo rilasci nel 2023 un nuovo album per la britannica Cult Of Parthenope. Gli End, omonimi del più conosciuto combo ellenico, sono una creatura di Paul End, polistrumentista comasco attivo principalmente negli Evilspell, band che suona una grezza commistione in stile vintage di black, thrash e speed (ci siamo occupati di loro in occasione dell’uscita dell’ultimo “Padre Vostro”). End invece presenta un suono classicamente black metal, nell’accezione più norvegese e più anni novanta del termine. Il nume tutelare è sempre e comunque il buon Burzum e infatti abbiamo una cascata di riff malinconici, ossessivi e raggelanti che costruiscono un’atmosfera tesa, cupa e ancestrale.

Gli End ovviamente non inventano la ruota e non hanno alcuna intenzione di farlo; la loro proposta è fieramente derivativa, ma quello che conta è la qualità delle composizioni, che in questo lavoro è decisamente sopra la media. Le tracce sono tutte piuttosto lunghe e contraddistinte da ritmi sempre alti, seppur non manchino passaggi più rallentati e atmosferici.

A sorprendere è il livello altissimo del songwriting: al netto di una voluta ripetitività dei riff, la struttura dei pezzi è subito riconoscibile, i cambi di tempo sono sempre posti nel momento giusto e la valanga di gelo a cui si è sottoposti è implacabile e una vera delizia per le nostre orecchie. Il tremolo la fa padrone, così come la voce di Paul End, un rantolo ringhioso posto quasi sempre in secondo piano rispetto alla strumentazione, a completare un gran bel quadro, già presentato in modo efficace dalla suggestiva cover.

A fare da summa a tutto il disco è, forse, la monumentale “A Drop Of Universe”, in cui l’alternanza di tempi e riff raggiunge il suo apice. La produzione è, infine, grezza e bilanciata quel tanto che basta per conferire al disco un suono inconfondibilmente underground. “End” si presenta dunque come un disco di pregevole qualità, che farà felici tutti gli appassionati delle sonorità classicamente scandinave, vogliosi di aggiungere alla loro collezione un pezzo di alta scuola.

REVIEW OVERVIEW
Voto
84 %
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TRACKLIST <br> 1. End; 2. Descending; 3. Kill; 4. Escape; 5. The Smith; 6. A Drop Of Universe; 7. The Black Boar; 8. Leaves; 9. Outro <br> DURATA: 44 min. <br> ETICHETTA: Victims Of Fate <br> ANNO: 2022 end-end