Disiplin – Anti-Life

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Tornano i norvegesi Disiplin ed è di nuovo massacro! Il gruppo, cresciuto sotto l’ala protettiva di Sua Maestà Satyr, mi aveva già molto ben impressionato ai tempi dell’omonimo debut. Con questo secondo album i Nostri confermano tutto quanto di buono fatto finora, elaborando un sound potente e malvagio che fa dell’aggressività e della marzialità i suoi punti di forza. Lo stile è quello ormai tipico dei gruppi di casa Moonfog: un black metal lineare e grezzo dunque, unito ad una produzione e registrazione pulite ed assolutamente professionali. I Disiplin a questa formula collaudata aggiungono un quid particolare, fatto di stacchi thrash, di rigurgiti death (specie nelle growling vocals ed in alcuni arrangiamenti piuttosto quadrati e monolitici), e di un feeling blasfemo e guerrafondaio che ricorda molto da vicino il progetto solista di Nattefrost (non a caso Hellcommander è ospite d’onore del disco, alle vocals nella marcissima ed a tratti punkeggiante “Pesticide – Swallow Your Own Shit!!!” ed alle backing vocals in un paio di altre tracks). Il songwriting dei Disiplin è selvaggio ed elementare, un ottimo esempio di come, in un genere come il black metal, nella maggior parte dei casi semplicità equivale ad efficacia. La band è conscia dei propri mezzi e manipola a piacimento la materia sonora per raggiungere i propri fini di distruzione totale. L’atmosfera che si respira dall’inizio alla fine dell’album è quella sulfurea dell’apocalisse prossima ventura, pare di udire le urla dei corpi straziati dalla morte e sentire l’odore dei cadaveri ed il fragore delle ossa triturate dai cingolati di un carro armato. Si passa da assalti all’arma bianca decisamete Carpathian Forest oriented come l’opener, la successiva “Feed The Fucker To The Dogs” o “Militia”, a songs dal sapore Darkthrone (quelli pesanti e ai confini del doom di alcune parti dell’ultimo album), come il mid tempo “Kill At Will” o la splendida “The Arsonist Academy”, ad episodi particolari, come la psichedelica “11”, cantata in clean, con una voce effettata assai spiazzante ed ipnotica. Un’ultima parola di elogio per l’artwork, assolutamente fantastico e morboso! In definitiva un buonissimo disco, con alcune songs veramente coinvolgenti e senza cadute di tono. Un gruppo dal quale aspettarsi grandi cose in futuro: Hail Azerate! Hail Chaos! Hail Satan!