Deathspell Omega – Kenose

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Non abbiamo altri mezzi che il dolore per sentire la nostra esistenza spirituale e divina; non ne abbiamo altri per farla sentire ai nostri simili… Questo EP dei francesi Deathspell Omega, della durata di un vero e proprio full lenght, non costituisce il secondo episodio della trilogia iniziata con “Si Monvmentvm Requires, Circvmspice” ma piuttosto un’appendice, una sorta di prosecuzione ideale di quel superbo lavoro. Ed è proprio là dove il precedente album finiva che comincia “Kenose”: tre songs senza titolo colme di sofferenza, malvagità e ossessione religiosa che trasportano la musica e l’immaginario anche lirico e figurativo della band d’oltralpe in una dimensione di perfezione assoluta difficilmente raggiungibile dalla maggior parte dei gruppi attualmente presenti sulla scena. La traccia numero uno si apre con un’intro dall’andamento rituale dove le percussioni e le chitarre sottilmente sulfuree trasportano l’ascoltatore in un universo diabolico popolato di demoni informi che incarnano le peggiori paure dell’essere umano. Il black metal dei Nostri, dal gusto vagamente Mayhem oriented ma dalla personalità indiscutibile, esplode dopo un breve break costituito da un coro gregoriano campionato ed è veramente un piacere assaporare i riffs taglienti come la lama di un coltello nel buio e distruttivi come una colata lavica su una città immersa nel sonno che si susseguono senza un attimo di tregua, uniti ad una voce che unisce sapientemente la perversione dello screaming alla furia rocciosa del growling. La seconda traccia prosegue sulle medesime coordinate, mentre la terza è come divisa in due parti: ad un iniziale assalto black fa seguito un’outro che riprende le atmosfere sabbatiche dell’incipit, quasi a voler chiudere circolarmente il rituale blasfemo e sanguinoso che è appena stato celebrato. La Norma Evangelium Diaboli sta dando origine ad un trademark inconfondibile (un po’ come la Moonfog di Satyr), tanto che alcuni addetti ai lavori parlano già di “Religious Black Metal” come di un nuovo sottogenere. È innegabile che quasi tutti i gruppi appartenenti al rooster di questa etichetta (su tutti Katharsis e Ondskapt) abbiano dei tratti in comune più ancora che in relazione al sound a livello di ricerca filosofica e spirituale. I Deathspell Omega non fanno eccezione: i testi sono colmi di riferimenti biblici e denotano una profondità che non è cosa comune in ambito black specie di impostazione satanista. Una nota di merito va anche al booklet, di ben quaranta pagine, ricco di suggestioni ed immagini angoscianti. In definitiva un disco eccellente sotto ogni punto di vista: Templum Terrarum Orbus Est Dei Nostri…