Averse Sefira – Advent Parallax

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Nonostante con questo “Advent Parallax” siano giunti al non trascurabile traguardo del quarto studio album (oltre ad un live), i texani Averse Sefira risulteranno probabilmente sconosciuti ai più. Ed è un peccato, perché i nostri, a dispetto della provenienza, sono fautori di un convincente e tecnico black metal di matrice squisitamente europea. La potente Candlelight Records si dimostra in questa occasione assai lungimirante mettendo sotto contratto questo gruppo, avendone intuito le potenzialità sia artistiche che commerciali. Il combo di Austin è infatti dedito ad un black metal quadrato e violentissimo, fortemente influenzato dalla corrente del così detto religious ed in maniera particolare dagli ultimi Deathspell Omega. Il riffing intricatissimo, la ferocia espressiva e le atmosfere sacrali ricordano infatti molto da vicino la band francese. Gli Averse Sefira sono però abili a rendere personale la loro proposta avvicinandosi, da un lato, al vecchio black metal di scuola norvegese (primi Mayhem ed Immortal su tutti), ed inserendo, dall’altro, elementi death vicini per certi versi ai Behemoth post “Thelema.6”. Drumming forsennato e precisione esecutiva chirurgica, unite ad una produzione non cristallina ma piuttosto potente, rendono ancora più letali i brani, che scatenano una forza d’urto davvero impressionante. Al di là dell’impatto devastante, l’ascolto reiterato potrà far apprezzare all’orecchio allenato la versatilità dei riff che si inseguono e si stratificano a creare dissonanze morbose e maligne. Ogni nota è studiata con cura maniacale ed il risultato finale è un album compatto e roccioso, dal sapore mistico e arcano, ottimamente confezionato e suonato con grande perizia. Un album non definibile capolavoro unicamente per il fatto che la band pare a tratti compiacersi eccessivamente di alcuni passaggi forse troppo cervellotici. Una maggiore incisività avrebbe ulteriormente giovato ad un disco già di per sé superbo; ma si tratta di un peccato veniale: fate vostro “Advent Parallax” ed iniziate una lunga ed irreversibile discesa negli abissi sulfurei dell’inferno.