Guerra Total / Metalucifer – Split

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Ascoltare questo split è come fare un viaggio indietro nel tempo, in quei primi anni ottanta nei quali il metal estremo (come oggi storicamente lo conosciamo) muoveva i suoi primi passi sui sentieri infuocati dell’inferno: e sapere che, nonostante siano trascorsi quasi quarant’anni, vi sono ancora gruppi legati indissolubilmente e orgogliosamente a questo sound, è consolante, specie se il risultato è piacevole e coinvolgente come nel caso di questo disco. Colombiani e attivi dal 2002, i Guerra Total sono degli iperattivi nipotini di Venom e Bathory: hanno infatti alle spalle ben sette album, tutti all’insegna del più truce amalgama tra vecchio thrash di stampo teutonico, sporchissimo speed metal ed altrettanto lurido black, quello della così detta prima ondata. Lo stile è questo e non cambia di una virgola dalla prima all’ultima nota: cinque pezzi semplicemente putridi, regressivi e primitivi ma è praticamente impossibile non muovere la testa all’ascolto di schegge alcoliche come “Black Rock And Roll”, “Black Speed Rock And Roll” (viva l’originalità) o dell’adrenalinica “Zombiehammer”. Con i giapponesi Metalucifer il discorso stilistico vira leggermente verso territori più classici, grazie ad una commistione piuttosto efficace tra speed e puro heavy metal. La band nasce nel lontano 1995 per volere di Gezolucifer come una costola dei seminali Sabbat, dai quali prende il nome (“Metalucifer And Evilucifer” è la canzone conclusiva del mitico “Evoke”) e gran parte dei topoi stilistici: tre album all’attivo (oltre ad una miriade di uscite minori), tutti e tre con le parole “heavy metal” nel titolo (viva l’originalità) ed una produzione rigorosamente all’insegna della N.W.O.B.H.M., con influenze che vanno dai Disaster a King Diamond (ascoltare per credere l’ottima “Warriors Ride On The Chariots”). Un approccio datato, superato e autoreferenziale? Forse (anche se il recente successo di una band come i Ghost sembrerebbe suggerire il contrario), io però con questa roba continuo comunque a divertirmi; quindi perché smettere?