Lamento Lugubre – On The Endless Seas Of Sadness

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I Lamento Lugubre sono una giovane band romana che, dopo una demo di un paio di anni fa, torna a farsi sentire con questo ep autoprodotto dalle fattezze pressoché professionali. Il black metal proposto possiede di base una buona struttura e viene eseguito con discreta tecnica e, a differenza di una prima impressione che potrebbe dare il progetto dal monicker e dall’artwork, qui ci troviamo di fronte ad una musica spesso d’impatto, che in sporadiche circostante si lascia andare a momenti ambientali, del tutto oscuri. Come mood i Lamento Lugubre spesso mi hanno fatto tornare alla mente il capolavoro degli Emperor, “In The Nightside Eclipse”, non soltanto a livello prettamente sonoro, ma anche e soprattutto per l’attitudine che questo “On The Endless Seas Of Sadness” riesce a sprigionare. Senza contare le vocals e il drumming (registrato a pennello per il genere) che fanno il verso al masterpiece sopracitato. Se i primi due pezzi sono un chiaro esempio dello stile di questa band, che alterna un black metal evocativo ed esoterico dall’andamento sostenuto a sporadiche divagazioni melodiche e gotiche, il terzo episodio del lotto, “The Death, The Tree And The Suffering In It”, vede i nostri alle prese con un brano per buona parte lento e granitico, tendente al doom, che evidenzia la capacità nel trovare soluzioni valide anche quando la musica si snoda con una velocità rallentata. E’ difficile cogliere lo schema concettuale di ogni episodio, in quanto questo ep cela molti particolari che lentamente si assimilano, e rotea la convincente base strutturale che ho descritto, ovvero un fulcro particolarmente solido, verso soluzioni fantasiose e soprattutto messe al momento e al posto giusti. Diciamo che manca davvero poco perché i nostri possano cimentarsi in un full-length vero e proprio, in cui riproporre le tante idee già sviscerate assieme ad una forma concettuale coraggiosa, che possa esaltarle e valorizzarle. Nel complesso dunque ci troviamo di fronte ad una sinergia di spunti sopra le righe, che si fa apprezzare anche per il contorno, qui per niente sottovalutato. Per essere un mini autoprodotto, e considerando la giovane età dei Lamento Lugubre, questo “On The Endless Seas Of Sadness” è un’imperdibile uscita per i fruitori dell’underground. Consigliato.