Kriegsgott – H8 4All

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One man band parallela di Shadow, già voce e basso dei polacchi Black Altar, Kriegsgott inizia la propria attività nel 1999 ed approda all’esordio sulla lunga distanza con “Legion Ov Revenge” nel 2006. Dopo un paio di split, in compagnia rispettivamente dei francesi Armaggedon e dei tedeschi Silberbach, questo progetto solista fu sostanzialmente messo sotto naftalina per circa dieci anni. Ora torna a far sentire la propria voce bellicosa attraverso questo 7”, che esce in edizione limitata a duecentocinquanta copie per la britannica Odium Records e contiene tre pezzi (due brani veri e propri più un’intro), registrati in realtà nel 2013. “H8 4All” è una breve scheggia impazzita di “hateful black metal”, per utilizzare la definizione che il nostro amico dà della sua musica, volendo in questo modo programmaticamente prendere le distanze ed opporsi alla scena moderna (che nella sua visione avrebbe smarrito la retta via dell’odio e della misantropia). L’intro marziale ha l’andamento di una marcia militare e ci introduce immediatamente nell’atmosfera guerrafondaia del lavoro, sul quale aleggiano incontrastati l’odore metallico e fumoso dei proiettili appena sparati ed il puzzo insopportabile dei cadaveri in putrefazione.

Sia la title track che la successiva “Victory Through Intolerance” sono canzoni estremamente quadrate e muscolari, costruite su un riffing ferocemente black (appena sporcato da accenni vagamente thrash oriented) e su una sezione ritmica devastante e precisa nella sua chirurgica brama di devastazione, con la voce che si manifesta attraverso il più classico degli screaming, cattivo e tagliente come lama di rasoio.

Non vi è nulla di sorprendente né di particolarmente originale, tanto che questi due episodi si possono abbastanza agevolmente accostare, tanto dal punto di vista prettamente musicale che da quello concettuale, al filone del così detto war black metal, che ormai vanta una sua tradizione ben consolidata negli anni, e in particolare a dischi come “Impergium” dei Niden Div. 187, “Blood Must Be Sheed” degli Zyklon-B o ai più classici Marduk di “Panzer Division Marduk” o di lavori più recenti come “Frontschwein” o l’ultimo “Viktoria”, fatte ovviamente le debite proporzioni: tuttavia i due pezzi qui presenti hanno davvero un buon tiro (specialmente la già citata “Victory Through Intolerance”, che ha un riff portante da scapocciamento immediato) e riescono facilmente a raggiungere il loro obiettivo (distruggere ogni cosa nel nome del disprezzo e dell’integralismo metallico), grazie anche ad una produzione azzeccata, abbastanza potente, nitida e dai suoni equilibrati.

Certo, dieci minuti circa di musica, peraltro neppure nuova, non sono forse sufficienti per decretare l’effettivo ritorno sulle scene di una band: per ora però godiamoci questo sfizioso antipasto, nell’attesa magari di un lavoro dalla durata più consistente.