Lord Mortvm – Diabolical Omen Of Hell

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Esplorando in lungo e in largo il sottobosco metal underground capita (purtroppo sempre più raramente) di imbattersi in qualche disco che conserva ancora un certo grado di originalità e, benché non contenga musica nuova in senso assoluto, riesce a suscitare l’interesse e a far rizzare le orecchie perfino dell’ascoltatore più smaliziato, magari semplicemente mescolando elementi noti in modo personale e in parte inedito. È il caso di questo “Diabolical Omen Of Hell”, debutto sulla lunga distanza di Lord Mortvm, one man band proveniente dalla Norvegia (Kråkstad per la precisione), dietro la quale si cela l’omonimo mastermind e tuttofare del progetto. Si tratta di un disco che unisce il doom più secco e cavernoso al black grezzo e malevolo della prima ondata, spolverando il tutto con un tocco di rock psichedelico e settantiano e con un’atmosfera da rituale osceno e blasfemo, per un risultato finale assolutamente riuscito e convincente. Il disco è abbastanza monolitico, nel senso che risulta omogeneo e coeso, ma il nostro amico non si lascia sfuggire l’occasione di impreziosire i vari pezzi con elementi al tempo stesso spiazzanti e coerenti con il quadro d’insieme: come ad esempio gli assoli acidissimi che costellano qua e là i brani o i samples tratti da qualche sconosciuto film horror di serie b o da veri esorcismi piuttosto che da un discorso di Anton Lavey, che ben si inseriscono nel contesto generale.

E così nascono canzoni come l’opener “Altar Obscene” e “Omega XIII”, caratterizzate da un riffing lineare ma estremamente efficace, a metà strada tra i Black Sabbath dell’era Ozzy e i primi Celtic Frost, ed uno screaming rauco e straziante, autenticamente black: elementi che restano in primo piano in tutto il platter e che trovano la loro straordinaria manifestazione nella conclusiva “Merciful Lord”, mastodontica e secca suite di oltre dieci minuti di durata, che sublima, anche nelle liriche prive di speranza (“Have no mercy on me, My old life is gone, Let me die in your arms, And I’ll pay my offerings for you, Kill me! Kill me! Kill me!”), l’essenza stessa della musica e del concept dei Lord Mortvm in una sorta di ibrido drogato, con la musica che sembra trasportarci in un limbo immaginifico, tra il classico cimitero ammuffito e nebbioso di estrazione gotica ed una comune hippie in preda alle più degenerate visioni lisergiche (in pratica i Coven che incontrano L’Esorcista, dopo aver fatto una passeggiata all’Helvete nel 1991). Visioni che restano vivide anche all’ascolto degli episodi (relativamente) più snelli e meno pachidermici, come “Devil Doll” e “Children Of Haze”, nelle quali il piglio settantiano si unisce ad effluvi misteriosi ed alcolici, ed in misura forse ancora maggiore nella strumentale “Sodomizing With Satan”, vero e proprio blues marcio e satanico che, con il suo andamento fangoso e stralunato, avrebbe potuto essere la colonna sonora ideale di qualcuno dei primi lungometraggi di Rob Zombie.

La one man band norvegese riesce quindi laddove moltissimi purtroppo falliscono miseramente e centra in pieno l’obiettivo di rinfrescare il genere, imbastardendolo con influenze non del tutto nuove ma a modo loro sorprendenti. Una piccola ventata di novità? Forse, anche se c’è da scommettere che questo album passerà quasi inosservato, a tutto vantaggio di quanti continuano a ripetere ad libitum lo stesso canovaccio, ormai pressoché identico da almeno vent’anni a questa parte. Personalmente vi consiglio l’ascolto ed eventualmente anche l’acquisto di questo “Diabolical Omen Of Hell”, un disco che conserva intatte le proprie radici black e il proprio grezzume di fondo (anche la registrazione è perfettamente in linea con questo approccio) ma riesce a dire qualcosa di diverso: a mio parere una delle rivelazioni di questo 2021, finora abbastanza avaro di uscite al di sopra della media.