Feral Lord – Purity Of Corruption

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Se siete convinti che Los Angeles faccia rima esclusivamente con mare, palme e belle ragazze in bikini, beh, credo che dobbiate cambiare idea. Proprio dalla città degli angeli infatti arrivano i Feral Lord, duo di recente formazione del quale fanno parte il chitarrista, bassista e cantante Nythroth (all’anagrafe Nick Turner, già in Acasual Intrusion e Burial Curse) e il batterista Plaguehammer (vero nome Jared Moran, personaggio iperattivo e onnipresente nella scena estrema a stelle e strisce, impegnato in una quantità di bands e progetti davvero impressionante, che vanno dal black al death tecnico, dal black/death al brutal). I nostri due simpatici eroi evidentemente rifuggono il caldo delle assolate spiagge losangeline per sguazzare nel più refrigerante putridume del metallo nero underground, come testimoniano l’ep di debutto (“Victorious Hellfire”, che risale solo allo scorso anno) e questo nuovo “Purity Of Corruption”, debutto sulla lunga distanza che, rispetto al suo predecessore, mette immediatamente in mostra, da un lato, una certa continuità stilistica e, dall’altro, un’evidente miglioramento in termini di chiarezza e potenza di registrazione. Il che non guasta affatto, considerato che abbiamo tra le mani un album di black metal oscuro e freddo, caratterizzato da un’incredibile aggressività percussiva e da intrecci chitarristici decisamente dissonanti, al quale probabilmente una produzione troppo cantinara non avrebbe giovato.

“Purity Of Corruption” crea un muro sonoro davvero impressionante, irto e nerissimo, sul quale si inerpicano riff sinuosi e contorti, non privi di una certa tendenza melodica di fondo: si pesca tanto dagli Averse Sefira quanto da certi Antaeus o dai Deathspell Omega meno cervellotici, e perfino dai Mgła per quanto riguarda il lato melodico della faccenda. Paragoni più o meno azzardati a parte (che, è noto, piacciono tanto a noi scribacchini), possiamo dire che i Feral Lord tentano di porsi nel solco di quello che è stato negli ultimi anni il filone black metal più “vincente”, senza necessariamente seguire una “moda” e cercando di dare, per quanto possibile, un’interpretazione personale di questo genere di sonorità, senza tuttavia mai uscire dal seminato delle prescelte coordinate stilistiche.

L’album tutto sommato funziona e ha un bel tiro, ossessivo ed ipnotico, grazie ad un chitarrismo lucido e raffinato, che conduce l’ascoltatore in meandri bui e labirintici e all’apprezzabile performance vocale di Turner, ben equilibrata tra urla e ringhi forzati allo spasmo. L’aspetto forse più interessante e il vero motore trainante del disco, quello dal quale deriva gran parte dell’energia dei singoli pezzi, è però soprattutto il drumming di Moran: forsennato, fantasioso e al tempo stesso chirurgico; il nostro amico dà libero sfogo al proprio istinto selvaggio irregimentandolo in costruzioni contorte e bizzarre, in una fusione tra bestia feroce e macchina da guerra.

C’è da scommettere (con ottime percentuali di vittoria) che questo “Purity Of Corruption” non avrà grande visibilità, se non all’interno di ristretti circoli underground, e invece si tratta di un lavoro che varrebbe la pena di ascoltare: una piccola testimonianza di una scena, quella statunitense, tuttora piuttosto viva e florida.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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TRACKLIST <br> 1. Terrestrial Obstructions; 2. Undead Warlord; 3. The Purity Of Corruption; 4. Failed Rebirths; 5. Chasm Of Horror; 6. Sinister Exultation; 7. In The Realm Of The Feral Lord <br> DURATA: 36 min. <br> ETICHETTA: Vargheist Records <br> ANNO: 2021 feral-lord-purity-of-corruption