Bekëth Nexëhmü – De Fornas Likgaldrar

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Bekëth Nexëhmü è la classica realtà underground che gode del proverbiale “alone di culto”. Della band infatti si sa davvero poco, se non che era originariamente un duo formato da Lik e Svartedöden, che è ora il solo membro rimasto, unica mente e motore del progetto (anche perché pare che il primo diversi anni fa abbia tentato di strangolarlo e il nostro amico deve essersi giustamente risentito). Leggende metropolitane, notizie più o meno verificabili e consueti atteggiamenti misantropici a parte, ciò che ci interessa è la musica, e Bekëth Nexëhmü vanta oltre dieci anni di carriera, tre albums ed una trafila di demo ed uscite minori, che hanno consolidato la posizione dell’act svedese sulla scena estrema come uno dei più intransigenti e fedeli alla propria linea stilistica. Questo “De Fornas Likgaldrar” è appunto la terza fatica sulla lunga distanza, fuori per la sempre attivissima etichetta tedesca Purity Through Fire, e la prima cosa che vi posso dire a riguardo di questo lavoro è: mettetevi comodi, magari sulla poltrona più morbida del vostro salotto tappezzato di locandine di vecchi concerti, ed assaporatelo con pazienza, senza fretta. Sì, perché siamo di fronte ad un’opera monumentale: un doppio album di ben due ore, con pezzi che a loro volta hanno una durata che varia dai circa dieci agli oltre venti minuti (e che conosce il buon Svartedöden sa che questa non è una novità). Un macigno di black metal dal sapore atmosferico e dal piglio naturalistico e invernale, che mescola blast beats frenetici, screaming lancinante e riffing serrato ad onnipresenti colate tastieristiche, fino a sfociare in episodi di ambient ultra minimale, come la monolitica “Vinterlandskapets Klangor”, divisa in due parti, che sembra riprodurre i rumori flebili e inquietanti che si potrebbero percepire nell’antro oscuro ed umido di qualche grotta dispersa nel bosco.

L’intento di Svartedöden non è quello di dar necessariamente vita a qualcosa di originale ed infatti il nostro eroe, sia in questo disco che nelle precedenti releases della sua creatura, si muove all’interno di un recinto ben definito, i cui confini sono stati tracciati a suo tempo dai lavori più atmosferici di Burzum (echi soprattutto di “Hvis Lyset Tar Oss” sono ben presenti e facilmente percepibili e basta ascoltare l’opener “Sjalslig Urvilja” per rendersene immediatamente conto) e da realtà come Paysage D’Hiver o Nasheim, in un contesto cupo e malinconico che tuttavia non risparmia la violenza, richiamando alla mente anche diverse bands canadesi che possono essere ricondotte nell’alveo di questo filone, come Sombres Forêts e simili. Ciò che stupisce è la capacità di centrare l’obiettivo con estrema naturalezza: pur ripercorrendo sentieri già battuti, la musica d Bekëth Nexëhmü è dannatamente efficace nel trasportare l’ascoltatore nel bel mezzo di una tormenta di neve, ricreando in maniera davvero credibile una sensazione di gelo sferzante, unita all’angoscia del ritrovarsi smarriti, in balìa delle soverchianti forze della natura, peraltro anche grazie ad una registrazione tutt’altro che approssimativa ed anzi curata e attenta nel catturare il particolare feeling dell’album.

Il disco, che concede amplissimo spazio a parti strumentali, procede con i giusti tempi, e quasi tutti i pezzi sono strutturati come un crescendo che avanza inesorabile, con le chitarre che prima divagano sofferenti e poi si fanno via via più taglienti, accompagnate dalle puntuali raffiche della batteria: ma ci sono momenti in cui tutto tace e restano solo il ghiaccio illuminato dalla luna piena e l’atmosfera onirica e mistica veicolata dalle linee di synth che, come detto, dominano incontrastati e sono in effetti lo strumento che finisce per dettare gli sbalzi emotivi del disco. Non fatevi quindi scoraggiare dalla durata, che molti potrebbero giudicare proibitiva, perché queste due ore passeranno rapide se vi farete cullare dalle impressioni evocate dalla musica (a patto che indossiate la sciarpetta e vi copriate bene, come diceva la nonna, perché qui fa veramente freddo). Il black metal di Bekëth Nexëhmü era ed è questo e credo che il tiro non cambierà anche nelle prossime uscite: sono però sicuro che gli amanti di questo genere di sonorità resteranno pienamente soddisfatti.

REVIEW OVERVIEW
Voto
74 %
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TRACKLIST <br> Disc 1 1. Sjalslig Urvilja; 2. Det Isande Kallet; 3. Nordens Vidder; 4. Vinterlandskapets Klangor del. I; 5. Urtidens Kall; Disc 2 1. Det Forgangna Dunklet; 2. En Forglomd Ursjal; 3. Vinterlandskapets Klangor del. II <br> DURATA: 119 min. <br> ETICHETTA: Purity Through Fire <br> ANNO: 2021 beketh-nexehmu-de-fornas-likgaldrar