Hegemon – Sidereus Nuncius

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Gli Hegemon rientrano nel novero di quelle band che nel corso della loro carriera hanno probabilmente raccolto meno di quanto meritassero, almeno in termini di visibilità. Il quintetto transalpino è infatti attivo dal lontano 1996 e può vantare una discografia piuttosto nutrita ma non è mai riuscito ad imporsi a livello internazionale, confermando, disco dopo disco, il proprio ruolo di gregario di lusso nell’ambito dei confini francesi. Questo “Sidereus Nuncius”, uscito un po’ in sordina sul finire dello scorso anno per la connazionale Les Acteurs De L’Ombre Productions, non fa che confermare questo trend. Si tratta di un album solido e muscolare, con un concept che ruota attorno all’omonimo trattato di astronomia scritto da Galileo Galilei e pubblicato nel 1610 (il cui titolo si potrebbe tradurre in italiano come “Annuncio Sugli Astri” oppure “Il Messaggero Celeste”), nel quale si dava atto delle straordinarie scoperte conseguenti all’osservazione degli astri al telescopio, che causarono i primi problemi dello scienziato pisano con le gerarchie ecclesiastiche. Musicalmente ci muoviamo nei territori di un black metal granitico e caratterizzato da atmosfere oscure e criptiche, che resta costantemente in bilico tra le più classiche reminiscenze scandinave (forse più svedesi che norvegesi) e il sound made in France che negli ultimi decenni ha acquisito connotati sempre più riconoscibili, tanto da poter essere identificato in una sorta di scuola vera e propria.

L’ascolto richiama i Temple Of Baal o anche i Seth meno epici e magniloquenti ma gli Hegemon sono anche in grado di costruire brani più complessi ed intricati che non possono non ricondurre, almeno a tratti, agli ultimi Deathspell Omega o Blut Aus Nord, senza tuttavia indulgere in soluzioni progressive o troppo cervellotiche: e se questo sia un bene o un male dipende sostanzialmente dal vostro gusto personale. Sinceramente non ho trovato brani che possano svettare sugli altri e, per contro, nemmeno catastrofiche cadute di tono: il che significa che il livello qualitativo si mantiene più che accettabile per l’intera durata dell’album, senza tuttavia poter individuare episodi memorabili. Chitarre dissonanti; sezione ritmica precisa e potente; melodie spezzettate; screaming stentoreo, feroce e perfino disperato; registrazione professionale ma sporca quanto basta: con questi ingredienti gli Hegemon imbastiscono il loro banchetto infernale, al quale gli spiriti inquieti potranno cibarsi a volontà, senza però gustare quella pietanza particolarmente saporita da consigliare senza riserve a parenti ed amici.

La band ha comunque esperienza e lo dimostra chiaramente: non tutti sono capaci di dare forma a questa sorta di caos controllato con tale competenza e cognizione di causa. Per il resto gli Hegemon continuano ad essere degli ottimi artigiani del metallo nero: quest’ultima fatica, la quinta sulla lunga distanza per i nostri eroi, vale sicuramente un ascolto, anche se, se volete avvicinarvi alla band, vi consiglierei di iniziare dall’esordio “Chaos Supreme”, che personalmente continuo a considerare il miglior lavoro dell’ensemble di Montpellier.

REVIEW OVERVIEW
Voto
69 %
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hegemon-sidereus-nunciusTRACKLIST <br> 1. Heimarménè; 2. Mellonta Tauta; 3. Shamanic Cosmocrator; 4. Ascendency Of Astral Chaos; 5. Shape Shifting Void; 6. Ad Astra Per Obscura; 7. Black Hole Womb; 8. Your Suffering, My Pillars <br> DURATA: 43 min. <br> ETICHETTA: Les Acteurs De L’Ombre Productions <br> ANNO: 2021