Cemetery Lights – Consumption

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Ascoltando un disco dei Cemetery Lights potremmo faticare a pensare che provengono dagli States. Il loro sound nostalgico infatti ha radici europee, prendendo a piene mani dalla vecchia scuola funerea e oscura di gente come Mortuary Drape, Necromantia e primissimi Tiamat. Se con i primi due ep, “Lemuralia” e “The Church On The Island”, la proposta di quella che allora era una one man band risultava elementare ma pur sempre ambiziosa nei concept, con il primo full length, “The Underworld”, fu trovata la quadra grazie ad atmosfere maledette e primordiali ancorate al passato e totalmente underground. Dopo due interessanti split questo nuovo “Consumption” potrebbe davvero portrare il gruppo del Rhode Island su un altro livello. The Corpse, ora coadiuvato da S. Denunciator al basso, questa volta ha deciso di fare le cose in grande e ha costruito un concept di sicuro fascino, basato sull’inquietante “incidente del vampiro Marcy Brown”, verificatosi nel 1892, che rimane tutt’ora uno dei casi meglio documentati di riesumazione di un cadavere per l’esecuzione di rituali legati alla superstizione locale. Nel XIX secolo, la tubercolosi, nota come “consunzione” per il modo in cui consumava i corpi dei contagiati, si diffuse in modo aggressivo nel New England. Vedendo le famiglie devastate dalla malattia, molti arrivarono a credere che alcune vittime fossero rimaste parzialmente animate e succhiassero la vitalità dai vivi; una sorta di versione puritana della leggenda dei vampiri del Vecchio Mondo. Per proteggersi da questo, i membri della famiglia riesumavano i cadaveri dei loro cari e li aprivano per esaminarne gli organi. Nel 1885 circa la tubercolosi colpì la famiglia di George Brown. Sua moglie e la figlia maggiore morirono per prime e, nel 1891, suo figlio Edwin e la figlia minore Mercy, di soli diciannove anni, si ammalarono. Dopo che Mercy cedette alla malattia, George, persuaso dagli abitanti del villaggio, permise l’esumazione della sua famiglia defunta.

Con gli spettatori riuniti, il corpo di Mercy fu aperto e il suo cuore fu trovato pieno di sangue; si concluse quindi che la ragazza era, in effetti, la fonte stessa della malattia. Le bruciarono il cuore e il fegato e le ceneri furono mescolate con un tonico e somministrate a Edwin come cura, ma anch’esso morì  due mesi dopo. Questa macabra leggenda è raccontata da The Corpse in “Consumption”, che segna la naturale evoluzione di “The Underworld”, proseguendone il discorso stilistico e facendo emergere una maggiore consapevolezza nel songwriting e nella produzione che, pur rimanendo fedele alla dottrina underground, è anni luce superiore rispetto a quella del precedente full length, del quale rappresentava a tutti gli effetti il vero tallone d’Achille. Un riffing incessante, che fa costantemente riferimento alla scena death/doom/black dei tempi andati; elementare, al limite del primitivo, con vocals prese direttamente da qualche scantinato che rendono il tutto ancora più lugubre e aggiungono personalità alla proposta dei Cemetery Lights che, se era già degna di attenzione, ora risulta maggiormente riconoscibile nella massa. Sia ben chiaro, questo non è un disco per tutti; il processo di scrittura si basa totalmente sul creare una stretta relazione tra musica e narrativa, che risultano sempre sincronizzate.

La musica di “Consumption”, che ha richiesto ben tre anni di lavoro prima di vedere definitivamente la luce, è essenziale e austera ma ben strutturata, confluendo attorno alla persistenza della batteria che si intreccia tra i brani come un filamento ardente che conduce la corrente alle chitarre. La composizione dei pezzi è dinamica, basata su complesse strutture melodiche in mezzo a tempi costantemente mutevoli, e fa emergere fin dal primo ascolto la meticolosa attenzione ai dettagli dedicata nella creazione dell’album. Ogni elemento non è mai fine a sé stesso ma è riconducibile al concept finale, il che rende ancor più pregevole il lavoro, considerato che la musica dei Cemetery Lights dipende esclusivamente da voce, chitarra, basso e batteria, per di più registrati con poche sovraincisioni e minimi overdrive. Per coloro che già conoscevano i Cemetery Lights, questo album supererà sicuramente ogni aspettativa, ponendosi ad un livello superiore rispetto ai precedenti lavori senza mai rinunciare al proprio sound funesto e senza fronzoli. Per tutti gli altri, “Consumption” è il punto più alto del catalogo della band ad oggi e pertanto sarebbe un ottimo modo per iniziare a esplorare le viscere del cimitero. Macabro.

REVIEW OVERVIEW
Voto
75 %
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TRACKLIST <br> 1. Consumption; 2. Hearsay; 3. Division; 4. Abide With Me; 5. Service; 6. Panacea; 7. Banishment Rite; 8. Triumph Of Death <br> DURATA: 37 min. <br> ETICHETTA: Nuclear War Now! Productions <br> ANNO: 2022 cemetery-lights-consumption