Sorgetid – Natt Av Tusen Dödsfall

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Per tutti coloro che ancora custodiscono gli oscuri tempi medievali nei loro cuori, quest’album offre un portale a quei tempi gloriosi”. Con queste parole la Werewolf Records presenta “Natt Av Tusen Dödsfall”, il full lenght di debutto del progetto tutto finlandese Sorgetid. Dietro a questa creazione aspra e intrisa delle più oscure influenze finniche si cela l’estro creativo del veterano V-Khaoz. Come non aspettarsi dunque un album caratterizzato da atmosfere criptiche, oscurità e dalla tanto amata violenza esasperata del black metal finlandese? Sorgetid risponde senza indugi a queste aspettative, e lo fa con trentasette minuti di pura furia e disperazione. Sin dalla prima traccia è possibile intuire quale sarà l’atmosfera che permeerà l’intero disco: un senso di decadenza che trova sfogo in un drumming che sembra non trovare mai riposo, fuso magistralmente con l’andamento monotono e talvolta austero dei riff di chitarra. Ma, proprio quando le coltellate profonde e insaziabili sembrano non essere più sostenibili, Sorgetid ci offre uno spiraglio di tregua o meglio, di riposo funereo.

Il temporale e il susseguirsi tanto meditativo quanto ossessivo della melodia di piano di “Sorgens Tid” costituiscono così una boccata d’aria (fetida) per prepararsi alla seconda metà di questa creatura intrisa di ombre. Il nostro viaggio sonoro riprende senza esitazioni, dapprima con un’andatura marziale, quasi a voler evocare gli antichi miti della caccia selvaggia, per poi portarci a sprofondare in abissi di violenza e di dolore.

E, proprio come a voler emulare la tregua precedente, Sorgetid ci offre uno spiraglio meditativo, stavolta caratterizzato da quell’atmosfera magica ed enigmatica delle segrete medievali. In “Eskapism”, traccia conclusiva di questo disco, i tappeti di synth e i reverb surreali si fondono con un riff tanto monotono quanto accattivante e ci riportano subito alla mente i precedenti lavori dungeon synth dello stesso V-Khaoz.

In conclusione, “Natt Av Tusen Dödsfall” non si presenta solo come un polveroso portale verso le oscurità più remote ma assume la forma di una vera e propria miniatura del black metal nordico. Un lavoro di spicco in quanto ad originalità? Probabilmente no, ma senz’altro un omaggio decadente alla vecchia scuola finlandese.