Silence Oath – From The Womb Of The Earth

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Ospitiamo per la prima volta sulle nostre pagine virtuali il progetto solista Silence Oath, dietro al quale si cela il mastermind e polistrumentista T. Filippo che, come spesso succede quando si tratta di una one man band, si è occupato di ogni aspetto di questo album, dalla composizione all’esecuzione, dalla registrazione alla grafica. Attivo ormai da quindici anni, questo progetto è nato come espressione di un black/death metal piuttosto grezzo (ne è testimonianza il full lenght di debutto “Cursed”, risalente al 2007), per poi virare nei lavori successivi (ben tre album nel corso di dieci anni) su lidi musicali diversi, dominati da un equilibrio tra black metal di matrice vagamente sinfonica e pulsioni progressive più votate alla sperimentazione, nel senso lato del termine. Questo “From The Womb Of The Earth” è la quinta fatica sulla lunga distanza e rappresenta un po’ la summa del percorso evolutivo di questo progetto fino ad oggi, continuando sostanzialmente sulle coordinate stilistiche dei suoi predecessori, levigando un sound già formato e aggiungendo qualche relativo elemento di novità rispetto al passato.

Il disco si compone di pezzi quasi tutti lunghi ed articolati, dove le varie anime del progetto convivono fianco a fianco, insieme ai cambiamenti d’umore che ne derivano, e riescono a manifestarsi ognuna con il proprio spazio abbastanza definito, in un caleidoscopio emotivo che risulta tutto sommato piuttosto organizzato nell’ambito di strutture comunque famigliari. Nel corso dell’album e all’interno della stessa song si alternano quindi sprazzi più furiosi e momenti più cadenzati e riflessivi, passaggi atmosferici e lunghe divagazioni chitarristiche dallo spiccato gusto melodico, che personalmente reputo una delle caratteristiche più interessanti di questo lavoro, capaci come sono di trasportare l’ascoltatore veicolando sensazioni diverse. Sono tutti elementi, insieme agli evocativi squarci in clean vocals, che fanno la loro comparsa fin dall’opener “When The Pillars Come Down”, preceduta dalla breve intro “Waterfalls”, e che possiamo ritrovare nel corso di tutto il disco, un vero e proprio viaggio che attraversa con sufficiente consapevolezza approcci stilistici di varia natura.

Volendo fare degli accostamenti (sempre ovviamente opinabili) si potrebbero chiamare in causa, per rendere l’idea di cosa andremo ad ascoltare una volta premuto il tasto play, realtà più note come Old Man’s Child, Borknagar o Vintersorg, depurati dalle contaminazioni folk, e perfino gli Arcturus meno cervellotici, per una certa tensione progressiva apprezzabile in alcuni passaggi dove si manifesta in maniera più evidente, come accade ad esempio in “An Irrational Mind’s Ludicrous Dominion”, a mio giudizio uno degli episodi migliori del lotto e probabilmente quello che riassume più compiutamente l’essenza dell’album. Da citare anche la conclusiva “Eradicate The Firmament”, brano più oscuro e interamente dungeon synth (il primo di questo genere composto dal nostro amico), che comunque si inserisce bene nel contesto generale.

In definitiva “From The Womb Of The Earth” è un album sostanzialmente ben riuscito grazie anche ad un sound adatto alla proposta musicale (buono specialmente il lavoro alla drum machine, che riesce ad avere un suono abbastanza naturale) e alla capacità di mettere insieme le idee in schemi ordinati piuttosto che semplicemente affastellarle una sull’altra come avviene in molti casi. Se amate il black metal curato e dalle sfumature melodiche e atmosferiche, un ascolto è certamente consigliato.

REVIEW OVERVIEW
Voto
69 %
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silence-oath-from-the-womb-of-the-earthTRACKLIST <br> 1. Waterfalls; 2. When The Pillars Come Down; 3. An Irrational Mind's Ludicrous Dominion; 4. The Calling; 5. From The Womb Of The Earth; 6. Eradicate The Firmament <br> DURATA: 41 min. <br> ETICHETTA: Elevate Records <br> ANNO: 2022