Lustre – Reverence

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A meno di un anno dall’eterea luminosità di “A Thirst For Summer Rain”, Lustre ci regala un nuovo capitolo del suo viaggio nell’ambient svedese e lo fa con un nuovo ep: “Reverence”, venti minuti di pura vastità che vedono come coprotagonista J.J. degli Harakiri For The Sky. Una collaborazione che trova già eco nell’artwork scelto per la copertina, distante dallo stile a cui Nachtzeit ci ha abituati e molto più vicino all’immaginario della band austriaca. “Reverence” si apre con un tappeto di synth maestoso e iridescente, le atmosfere non sono più quelle luminose e solari della release precedente ma hanno un certo peso capace di tenerle ben ancorate a terra, non a caso il titolo originario per questa traccia era l’azzeccatissimo “Dimmans Dans” (ovvero “la danza della nebbia”). L’ingresso della voce di J.J. è intenso e struggente, in perfetta sintonia con la cornice melodica che lo avvolge e con il testo tratto dalle poesie di Robert Frost, un’accoppiata vincente con le atmosfere che caratterizzano questo brano.

Tra i synth estremamente vasti e quella vena di epicità che continua a emergere durante tutto l’ascolto è facile ritrovare una certa familiarità con gli austriaci Summoning, probabilmente una delle influenze principali di Lustre insieme ai capisaldi del dark ambient. “Reverence” è indubbiamente un lavoro ben riuscito, che riconferma la capacità di Nachtzeit di evocare immagini e scenari naturali e credo sia un buon passo avanti nel percorso artistico dello svedese. L’unica nota dolente è quella sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di già conosciuto, una mancanza di azzardi che rende tutto molto, forse troppo, lineare. Quello che manca è proprio un senso di unicità, ma credo che Lustre abbia tutte le carte in regola per arrivare anche a questa completezza artistica.