Ticinum – A’ La Porta Di Cént Tùr

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Ticinum era il nome latino della città di Pavia e proprio da quella zona proviene questo quartetto, che si è formato di recente e subito esordisce sulla lunga distanza sotto l’egida della tedesca Darker Than Black Records. “A’ La Porta Di Cént Tùr” si presenta con una copertina molto particolare, con un bel rospone in primo piano, colorata, a suo modo evocativa e abbastanza lontana dai soliti luoghi comuni, che ci consente di intuire (insieme ai titoli e ai testi, per lo più in dialetto) il concept della band, incentrato su leggende e storie del foklore locale di epoca medievale. E “medievale” (benché l’aggettivo in questione abbia assunto diverse sfumature a seconda dei gruppi che l’hanno utilizzato per descrivere la loro musica) è anche il black metal dei Ticinum, che è senz’altro legato alla classica tradizione scandinava ma è molto melodico e presenta accenni epici e una decisa componente folk: i nostri amici sembrano potersi inserire in quel filone molto ampio che parte dai seminali Storm di Satyr e Fenriz e arriva fino ai Finntroll, passando per gli Isengard, i Wyrd e per molte altre band che lo hanno variamente interpretato, tra cui anche i nostrani Evol.

E queste caratteristiche si notano fin dall’opener “Bargniff”, che con la successiva “Il Muto Dall’Accia Al Collo” rappresenta uno degli episodi più emblematici del disco e ne fa emergere immediatamente tutti i tratti salienti, che poi puntualmente ritroveremo anche nelle altre canzoni. Una sezione ritmica energetica e sufficientemente varia e strutturata si unisce ad un riffing che fa della melodia il proprio punto di forza, mettendo in evidenza sfumature heavy classiche ma anche di scuola black finlandese (ed è forse inevitabile visto che questo approccio è particolarmente nelle corde del chitarrista Rattenkönig, e basterebbe ascoltare qualcosa del suo progetto Morcolac per rendersene conto). E il tutto in alcuni momenti sfocia addirittura in territori vicini a certo power metal di scuola tedesca (fatte le debite distinzioni), cosa che sembra comunque avere la sua ragion d’essere e funzionare bene nel contesto generale, considerato anche il substrato testuale dell’album.

Ma sarebbe un errore pensare che la musica dei Ticinum sia completamente allegra e spensierata perché, se è sicuramente vero che ci sono momenti trascinanti che paiono rievocare grandi bevute e canti da osteria da saga fantasy, è anche vero che in molti altri frangenti prevale invece un piglio decisamente più cupo e lugubre e la musica si fa molto più ossessiva e pesante oppure più atmosferica, grazie ad un utilizzo molto intelligente delle tastiere che veicolano bene i cambi di tono e d’umore che contraddistinguono il disco: rispettivamente “Mug’D’Oss Därná” e “Adalperga” sono chiari esempi di quanto appena detto. E a mio parere ciò che rende soprattutto interessante questo album è appunto il suo essere in perenne equilibrio tra queste due modalità espressive, e quindi in sostanza tra l’elemento folk (che pure fa quasi sempre a meno di strumenti tradizionali, presenti ad esempio nell’outro “Scài Ad Tron”) e quello prettamente black metal, che man mano che l’ascolto procede diventano le due facce della stessa medaglia. I Ticinum non rivoluzioneranno di certo la scena estrema ma sono l’ennesima dimostrazione di come, mescolando ingredienti già noti con la giusta dose di personalità e creatività, si possa ottenere un buon lavoro, in grado di distinguersi almeno in parte nel mare magnum di uscite in fotocopia che è ormai diventato in tanti, troppi casi l’underground. Ascolto consigliato.

REVIEW OVERVIEW
Voto
72 %
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ticinum-a-la-porta-di-cent-turTRACKLIST <br> 1. L'Induinél; 2. Bargniff; 3. Il Muto Dall'Accia Al Collo; 4. Mug'D'Oss Därná; 5. Adalperga; 6. Al Pont Dal Sìur Di Fiàm; 7. Strali Di Nera Saetta; 8. Scài Ad Tron <br> DURATA: 40 min. <br> ETICHETTA: Darker Than Black Records <br> ANNO: 2023