Noitila – Langennut

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Nome sconosciuto ma copertina intrigante, ottimo connubio per un ascolto di fiducia, e a questo giro siamo stati fortunati in quanto abbiamo tra le mani una delle uscite più succulente del 2023 in campo estremo, grazie a una proposta malata che, pur rimarcando i classici canoni del genere, riesce a farlo in maniera egregia unendo la tipica glacialità finlandese, terra d’origine del duo, a un riffing crudo e tagliente che ricorda maggiormente le iconiche band norvegesi. Non si sa molto sulla band, tantomeno abbiamo notizie sui componenti, tranne il loro spiccato carattere misantropo, che li ha portati a ritirarsi in una vecchia baita familiare nelle più remote foreste finlandesi per scatenare la loro forza primordiale e registrare il tutto con attrezzature e strumenti molto minimali nell’intento di catturare l’essenza autentica del black metal underground. Tradotto alla meno peggio come “baia delle streghe”, Noitila è un’entità che fa risuonare un genere con radici lontane e fa tuonare echi di una terra sacra, dove diversi mondi ed energie si incrociano, tra black metal più oltranzista e scarno e atmosfere di pregiata fattura. “Langennut” sprigiona malessere esistenziale senza mai far venire meno l’aura magica ed epica del genere: non ci sono tecnicismi, ad esempio la batteria è come un martello sull’incudine a dettare il tempo spesso e volentieri non eccessivo; anzi, le sfuriate in blast vengono ben alternate a pezzi più lenti e compassati, facendoci capire che le influenze della band non sono vincolate a un’interpretazione univoca.

Dal punto di vista concettuale il disco parla di antico folclore finlandese: la fine della vita, la fine della luce; un qualcosa di rituale, un portale tra la realtà e il regno della morte, un ponte verso luoghi nascosti sotto la terra e l’acqua, legato al misticismo e alla magia sessuale. La band plasma la musica sull’ambiente circostante e utilizza il black metal come uno strumento di canalizzazione spirituale, grazie a una connessione primordiale con qualcosa che va oltre la comprensione razionale: “Il contrasto intrinseco nella bellezza cruda e pericolosa della natura si è indubbiamente infiltrato nella nostra musica, conferendole una sorta di dimensione romantica. Quando ci riuniamo nella baita, ciò che vediamo dalle finestre è una vista mozzafiato di foreste, un lago, altre foreste e montagne lontane. Se la concentrazione vacilla, basta un semplice sguardo all’aperto per ripristinare il flusso dell’ispirazione. Nella quiete della notte, mentre la luna si specchia sul lago, riusciamo ad aumentare la nostra riflessione e attingere energie”. Dal punto di vista prettamente musicale le radici della band sono ben salde nella frangia nostalgica norvegese che comprende Mayhem, Satyricon e Ulver, senza dimenticare una certa epicità “bathoriana” o il groove più primitivo di Khold e Tulus. Dal canto loro gli stacchi atmosferici, minuziosamente elaborati e mai lasciati al caso, tra chitarre acustiche e il saggio utilizzo dell’organo hammond, portano l’ascoltatore in una dimensione onirica, attorno a una flebile fiamma alimentata a legna, tra il freddo invernale e i rumori sinistri della natura.

Il viaggio si divide in sette tracce articolate, ognuna delle quali gode di vita propria, ben divise tra mid tempos e brani più tirati, ed emerge una produzione dai suoni analogici ma abbastanza puliti, caldi e mai confusionari, che dà enfasi soprattutto alle parti atmosferiche che abbelliscono un lavoro che a mio giudizio va di diritto nella top ten di quest’anno. Se “Langennut” fosse uscito trent’anni fa probabilmente oggi parleremmo di un piccolo classico, nel 2023 invece riesce nell’ardua impresa di distinguersi dalla massa, e scusate se è poco.

REVIEW OVERVIEW
Voto
80 %
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noitila-langennutTRACKLIST <br> 1. Kylvemme Sateessa Enkelten Veren; 2. Kadotuksen Liekki; 3. Noitilaan; 4. Langennut; 5. Ikuisuuteen Tuomittu; 6. Ruumis; 7. Tähtien Takaa <br> DURATA: 41 min. <br> ETICHETTA: Nordvis Produktion <br> ANNO: 2023