Vargrav – The Nighthold

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A memoria, credo proprio di non aver mai premuto in maniera così compulsiva il tasto skip come durante l’ascolto di questo “The Nighthold”, atteso nuovo lavoro dei finlandesi Vargrav, preceduto qualche mese fa dall’interlocutorio ep “Encircle The Spectral Dimension”. Non ce ne vogliano il mastermind V-Khaoz e la sua esperta ciurma di bifolchi misantropi (da qualche tempo i Vargrav non sono più una one man band) ma ascoltare di fila questi quasi sessanta minuti di musica è veramente un’impresa difficile. E non perché sia un lavoro suonato male, o genericamente “brutto”, ma per la prolissità e la monotonia di ogni singolo pezzo. Ovviamente qualche momento di classe c’è (e ci mancherebbe, considerata l’esperienza dei musicisti coinvolti), tra un bel riff, qualche linea melodica azzeccata e tastiere ultraterrene, ma nel complesso il disco dà una sostanziale impressione di stanchezza, trascinandosi fiacco per un’ora senza sobbalzi, senza quegli sprazzi oscuri e maledetti che il buon predecessore “Reign In Supreme Darkness” ci aveva regalato, senza insomma mai riuscire a far accendere la proverbiale scintilla nell’orecchio dell’ascoltatore. In realtà non c’è niente che sia di per sé fuori posto, la capacità compositiva della band è fuori discussione ma probabilmente si è peccato di superbia, dilungandosi, sperimentando anche (termine da prendere con le pinze ma basta sentire il solo di “Creator Of The True Realm” per capire a cosa alludo), ma senza un vero e proprio focus.

La struttura del lavoro è abbastanza canonica per il genere, con un’intro e un’outro strumentali, oscure ma non troppo, un altro strumentale a metà scaletta (pressoché inutile) e una bella manciata di brani di lunghezza media, cosa che dovrebbe garantirne la fruibilità. Ma non è così, non si vede l’ora che terminino perché sembrano scritti con la tecnica del copia-incolla (ascoltare “Chalice Of Silver And Blood” e “Triumph Of The Nightbringer” per credere) e a ciò si aggiunge una produzione che spesso e volentieri pone tastiere e voce troppo in primo piano, con il risultato di soffocare le chitarre, relegate a ruolo di comparsa. La prova vocale di prezzemolino Werwolf è quella consueta, il guitarwork di Henry Sorvali (Finntroll e Moonsorrow, tra gli altri) è garanzia di qualità, e Marko Tarvonen (anche lui Moonsorrow e Thy Serpent) dietro le pelli è una macchina, e allora perché questo lavoro suona così inconcludente, tanto da rischiare di rimanere prematuramente sepolto nel cimitero del symphonic black metal? Perché, fondamentalmente e semplicemente, manca di personalità, è una lunga e scolastica ripetizione, senza una singola canzone che riesca a risultare riconoscibile, anche dopo parecchi giri nel lettore: i Vargrav sembrano aver parzialmente abbandonato le atmosfere cosmiche ed essersi avvicinati a un sinfonico più orrorifico ma lo hanno fatto inserendo il pilota automatico e restando ben distanti dalle cose migliori dei vari Obtained Enslavement, Covenant e Odium, ai quali potrebbero in teoria essere accostati.

“The Nighthold” segna quindi a mio giudizio un netto passo indietro rispetto al recente passato; un disco macchinoso, che non riesce a coinvolgere e a dire qualcosa di realmente interessante. Noia.

REVIEW OVERVIEW
Voto
59 %
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vargrav-the-nightholdTRACKLIST <br> 1. Moonless Abyss Of Ohe Nighthold; 2. Through The Woods Of Breathing Shadows; 3. Chalice Of Silver And Blood; 4. Thy Imperial Malice; 5. Curse Of The Plaguewood Lake; 6. Encircle The Spectral Dimension; 7. Triumph Of The Nightbringer; 8. Into The Shadow Crypts; 9. The One Who Lurks Beyond The Starscape; 10. A Dark Consecration; 11. Creator Of The True Realm; 12. Ghostlands <br> DURATA: 59 min. <br> ETICHETTA: Werewolf Records <br> ANNO: 2023