El Capro – XIII

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Periodicamente sulle nostre pagine virtuali ci occupiamo di uscite che non rientrano perfettamente nei consueti canoni musicali del nostro rinomato sito. Ma in questo caso c’è un satanasso che fa bella mostra di sé in copertina e poi il sito è mio e faccio quello che mi pare. E quindi eccoci qui a parlare della terza uscita sulla lunga distanza di El Capro, progetto nostrano dietro al quale si cela il mastermind e polistrumentista El Chivo. Il disco si intitola “XIII”, che nella numerologia come nei tarocchi è il numero che rappresenta la morte e la rinascita, e quindi in sostanza il cambiamento e la trasformazione. Cambiamento che però non sembra esserci nella musica di El Capro, che resta fedele alle proprie origini e a un doom metal molto tradizionale, dal piglio settantiano, dal suono pastoso e dalle atmosfere sulfuree. Un approccio stilistico che il nostro amico aveva fatto proprio anche nelle due precedenti uscite targate El Capro (“Zothiriana” del 2022 e “Demoniaco” del 2024) e che qui resta immutato, per la gioia degli amanti di questo tipo di sonorità nella loro forma più pura ed incontaminata, dall’iniziale intro fino alla conclusiva strumentale “Sette Note In Nero”, evidentemente ispirata all’omonimo e bel giallo/horror del 1977 di Lucio Fulci. E non c’è proprio niente di male a restare nel recinto di un determinato genere, specie se questo viene interpretato sì con devozione nei confronti dei mostri sacri del passato ma anche con la giusta dose di mestiere e cognizione di causa, ed è questo il caso.

Ed è sufficiente ascoltare l’ottimo riff portante di “Madre Tenebra” per rendersi conto di quanto appena detto ed assaporare fin da subito il lato teatrale del doom metal di El Capro, che assume sfumature più fantasmatiche in “Spiriti” e più violente, almeno a livello lirico, in “Ti Odio”, che comunque sotto il profilo musicale resta ampiamente nei binari del disco. E se i riferimenti ai vari St. Vitus, Trouble e Pentagram si sprecano è anche vero che ogni pezzo è costruito utilizzando con sapienza strutture semplici ma efficaci (ed efficaci proprio in quanto semplici), nelle quali trovano comodamente spazio anche melodie morbose e assoli densi e ben riusciti, così come l’evocativo intermezzo di pianoforte di “Antruminfernum”.

Il tutto è incorniciato da una prova vocale misurata e quasi ieratica, che si inserisce perfettamente nel contesto musicale. Anche e soprattutto per l’alone ritualistico ed esoterico che emana da ogni nota, è quasi impossibile non accostare questo lavoro, e più in generale questo progetto, al filone ormai consolidato (anche se probabilmente più apprezzato all’estero che qui in patria) del così detto heavy/horror metal italiano, nelle sue varie forme e declinazione. El Capro sembra guardare non tanto ai Death SS, che di questo filone sono i sicuri capostipiti ed ancora oggi i più noti rappresentanti, quanto piuttosto a gente come Paul Chain, Abysmal Grief e, in certa misura, Evol, ma in fin dei conti il brodo di coltura resta pur sempre quello. Niente di nuovo all’ombra umida delle catacombe metalliche italiane ma se volete del solido e tradizionale doom metal d’annata (e dannato) qui troverete sicuramente pane per i vostri denti marci.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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el-capro-xiiiTRACKLIST <br> 1. Intro; 2. Madre Tenebra; 3. In Fondo Ad Un Attimo; 4. Spiriti; 5. Antruminfernum; 6. Ti Odio; 7. Sette Note In Nero <br> DURATA: 25 min. <br> ETICHETTA: Independent <br> ANNO: 2025