Northern Eclipse – 24/09/2026 – Grindhouse Padova

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Il Grindhouse di Padova ha di recente ospitato l’unica data italiana del tour europeo degli islandesi Mannveira e dei tedeschi Gleichmacher che, in quest’occasione, sono stati accompagnati dai validissimi e italianissimi Nebia per un tripudio di nere sonorità diversamente interpretate. Il locale, nella zona artigianale di Padova, è un ambiente perfetto per l’underground: raccolto e ben frequentato. I prezzi sono in linea con i club del circolo AICS e il biglietto d’ingresso certamente basso per un evento di tale levatura. Certo è che un concerto di giovedì sera non possa richiamare folle oceaniche, se poi si tratta di band “solo per oscure anime addette ai lavori” è palese che i numeri di affluenza si riducano nettamente. Poche le facce conosciute che si trovano all’interno del Grindhouse, ma nuove e sempre piacevoli conoscenze rendono l’atmosfera più accogliente. Ad aprire le danze davanti a circa una decina/quindicina di persone ci pensano i Nebia, band di recente formazione proveniente da Verona.

Avevo già avuto occasione di vederli live nei mesi passati e non mi dispiace per nulla ripetere l’esperienza. La nera attitudine, l’immagine generale perfettamente coerente con il “nero verbo”, e l’imponente figura del cantante Vaelrath (armato di vistosi bracciali chiodati) rendono tutto ancora più solido e in linea con la proposta musicale, rappresentando nel complesso un bel biglietto da visita per la band.La loro interpretazione del black metal è basata sull’utilizzo di riff e arpeggi ossessivi da parte dei due chitarristi Tepes e Aske, tempi di batteria cadenzati e la quasi totale assenza di blast beats che rendono il tutto penetrante e intenso. Il cantato è “narrante” ed evocativo di un “silenzioso disfacimento”. “A Quiet Undoing” infatti è il titolo del loro primo demo appena uscito per Wine And Fog, che racchiude quattro brani. Questa sera i cinque veronesi, oltre ad aver messo in scena per intero il demo di esordio, ci hanno deliziato con ulteriori tre brani che saranno inclusi nel full album in preparazione, che vedrà la luce il prossimo anno: uno show di circa cinquanta minuti che è come un pesantissimo macigno scagliato sul pubblico. Prima di arrivare ho “studiato” quindi entro già con le idee chiare su cosa acquistare ai tre banchi del merchandising: tutto! Tanta bella roba in mostra e di certo non sono venuto qua per guardarla e basta. Iniziano quindi le scelte e i conseguenti acquisti di maglie e cd! Cambio palco ed è la volta dei teutonici Gleichmacher. Attivi dal 2021 si sono già ricavati uno spazio importante nel panorama black metal internazionale (anche se al momento senza un’etichetta che li abbia messi sotto contratto) grazie a una proposta musicale attenta alle melodie, al riffing serratissimo di Andreas e Thilo (entrambi anche voci della band) e a delle performances dal vivo davvero energiche.

Il tutto è confluito in due full di black metal grezzo, con un occhio attento alla melodia e all’intellegibilità dei brani. Forti della recentissima uscita, lo scorso agosto, del loro nuovo full dal titolo “Exil” (album che abbiamo apprezzato!) i nostri ne hanno proposto dal vivo l’esecuzione per intero, aggiungendo solo un altro brano tratto dal full di debutto del 2022 “Kränkung, Fall, Verderben”. I ritmi sono elevatissimi, il blast beat è persistente, mai banale e scandito alla perfezione dal batterista Leopold che di certo non si risparmia nell’esecuzione cercando di mietere più vittime possibili. L’immagine è marziale e l’esecuzione solida. Applausi e tante strette di mano per salutare i quattro di Dresda a conclusione di uno show che ha pienamente appagato la fame di black metal dei presenti. Dal canto suo la band sembra aver apprezzato cotanto calore da parte del pubblico che adesso si attesta sulle trenta unità circa. Solo cambio strumenti e niente di più per i cinque islandesi Mannveira. Niente scenografie, nessun face painting, né orpelli di sorta per loro: solo nero verbo. L’apertura è affidata al brano che dà il titolo al primo ep del 2014 “Von Er Eitur”, che piomba con prepotenza sul pubblico con il suo incedere estremo.

Il corpulento frontman Illugi non ha bisogno di riscaldamento per dare il meglio di sé e per dare sfogo alla sua tangibile sofferenza nell’esecuzione dei brani. Sale immediatamente sulle casse, poste alla base del palco, e ci rimane per l’intera durata dello show. Il riffing dei brani è preciso, i tempi di batteria, scanditi in maniera netta da Hilmar, tracciano marce funebri dall’incedere determinato e viscerale. C’è tempo anche per alcuni brani in anteprima di quello che sarà, da ottobre, il nuovo full della band, “Vesöld”, in uscita per Dark Descent Records. Raggiunto subito dopo il termine dello show, Illugi m’informa che la casa discografica non ha fornito copie in anteprima del nuovo album e per tale ragione anche le anime più nere presenti questa sera a Padova(compresa la mia), dovranno accontentarsi di aver assistito a uno show, forse irripetibile se consideriamo l’enorme distanza dell’Islanda dall’Italia ma di certo intenso e appagante.