Canis Lupus – Tales Of Woghur

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Editi dalla polacca Eastside Records i Canis Lupus, duo formato da Baldur 89L alle voci e Lord Vargathron alle chitarre, che si avvalgono per questa release della collaborazione di ben quattro guest musicians, propongono un discreto black metal a sfondo fantasy, influenzato però da diversi altri generi ed infarcito di numerosi elementi “estranei” che non favoriscono la compattezza finale dell’album, rendendolo eccessivamente dispersivo. Come detto, su una base fondamentalmente black, che nei suoi passaggi più violenti ricorda da vicino alcune cose dei primi Cirith Gorgor (pur essendo i Nostri assai meno selvaggi e più “raffinati” dei loro colleghi olandesi) i Canis Lupus innestano riffs dal chiaro sapore death (specie nelle parti più slow), alcune atmosfere “veloci” decisamente thrash oriented e addirittura solos assai melodici di estrazione heavy-epic che riportano alla mente (udite! udite!) niente meno che gli Iron Maiden più ottantiani, fatte ovviamente le debite distinzioni e proporzioni. A questo scenario già di per sé ricco si aggiungano un’intro e un’outro di chitarra acustica e percussioni dall’evidente gusto folk-medievaleggiante ed il quadro sarà completo. Anche la voce di Baldur 89L è molto eclettica e passa con grande facilità, senza tuttavia essere mai espressiva come vorrebbe, da uno screaming per la verità piuttosto banale e scontato ad un growl abbozzato; in alcuni tratti si fa uso di filtri vocali a mio giudizio del tutto fuori luogo per un prodotto del genere, e si arriva perfino a sentire nella parte finale di “Trial of Gorak” un urletto acuto in stile power, sul quale preferisco sorvolare. La produzione è nitida e potente ma non riesce a coprire quello che è il più grande difetto di questa band e cioè l’incapacità di amalgamare appieno tutti i differenti stili di metal toccati, che vengono più che altro giustapposti in un gran calderone nel quale non si comprende dove si voglia andare a parare. Le idee ci sono, il songwriting non è proprio scadente, il concept è interessante (si narrano le vicende mitiche di Woghur, ispirate a saghe nordiche diffuse anche nell’Europa dell’Est) ma tutto rimane a livello embrionale; i vari spunti che, se sviluppati completamente avrebbero forse portato a ben altri risultati, non vengono invece sufficientemente approfonditi e la sensazione generale che si ricava dall’ascolto di questo disco è quella di una diffusa incompletezza. Paradossalmente la band dà il meglio di sé proprio nelle parti meno elaborate, più black oriented e “confusionarie” (molto buona è, ad esempio, la parte iniziale di “The howling is getting closer”, sicuramente l’episodio meglio riuscito del lotto) in cui la ferocia primordiale si esprime senza essere imbrigliata da eccessive pretese stilistico-compositive. In definitiva una band non da buttar via ma per ora da rimandare. Li aspettiamo al varco. Voto d’incoraggiamento.

REVIEW OVERVIEW
Voto
60 %
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TRACKLIST <br> 1. The journey begins; 2. Eternal flames in Iceland; 3. White as the shadow of death; 4. Playing chess with the devil; 5. The howling is getting closer; 6. Remembrance of a lifetime part I: hunting the beast; 7. Remembrance of a lifetime part II: trial of Gorak; 8. Victory is mine; 9. Erag’s rejoice <br> DURATA: 34 min. <br> ETICHETTA: Eastside Records <br> ANNO. 2003canis-lupus-tales-of-woghur