EXM93

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Gli EXM93 sono un gruppo milanese attivo sulla scena underground fin dai primi anni novanta, pur avendo subito diversi cambi di nome. I nostri si sono guadagnati il loro posto al sole nell’ambito dell’affollato panorama estremo a colpi di black/thrash metal, di quello becero e maleducato; tuttavia accompagnato da una certa perizia compositiva e dall’utilizzo in alcuni casi di tastiere atmosferiche. Andiamo a scoprire l’universo di questa realtà nostrana – fatto di musica, birra e sincera attitudine old style – attraverso le parole del portavoce Lican M.T.

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine virtuali di blackmetalistkrieg. Volete raccontarci la storia della vostra band, che so essere stata piuttosto travagliata, dagli inizi come Mortuarium, passando per i Mortualia Nocturnum, fino ad arrivare agli attuali EXM93?

Ciao, è un piacere essere su blackmetalistkrieg. In effetti la nostra storia è piuttosto lunga e incasinata. I Mortuarium nascono a Milano nel lontano 1993; era una band dalle attitudini decisamente underground, alcoliche e casiniste, tali attitudini riguardavano il gruppo sia per quanto concerne le attività musicali che per quelle che definivamo “extramusicali”, tanto che la fama del gruppo, relegata all’epoca quasi esclusivamente alla realtà cittadina, era dovuta più al coinvolgimento in ogni sorta di casino che alla musica. Il genere proposto era un black metal grezzo, gelido e violento, senza traccia di tecnicismi o frocerie varie, black metal duro e puro che incarnava appieno lo spirito di quegli anni. I testi vertevano su tematiche occulto-naziste becere, con una carica di odio e violenza che spesso trascinavamo nella vita di tutti i giorni e anche questo ci causò non pochi problemi, zero contratti, zero possibilità di suonare on stage etc… Oggi probabilmente i Mortuarium sarebbero stati classificati come band N.S.B.M., una sigla che ai tempi non era ancora stata coniata e che non godeva certo del seguito che si può riscontrare oggi. I Mortuarium registrarono vari demo in presa diretta utilizzando uno stereo portatile sderenato che rendeva le produzioni, unite alle copertine fotocopiate alla viva il parroco, tra le più indecenti della storia. Nel 1998, a seguito di alcune situazioni che non specifico, il gruppo ha dovuto prendersi una sorta di “pausa riflessiva”, per evitare la degenerazione totale e conseguenti guai seri; il gruppo continua ad esistere nonostante il momentaneo stand by. Parte dei componenti, in attesa della ripresa delle attività, forma i Mortualia Nocturnum, i quali registrarono un demo alla solita maniera dal titolo “Lux Exanimis”. Intorno al 2000 si riprende coi Mortuarium tra i soliti alcolismi ma con una maggiore attitudine musicale e un po’ meno attività “extramusicali”; data la diversità di intenti e per rispetto di ciò che rappresentava il nome Mortuarium, abbiamo deciso di consegnare tale realtà alla storia lasciandoci alle spalle anche ciò che gravitava attorno al nome, chiudendo un capitolo oscuro e aprendone un altro sotto una nuova sigla, EXM93, che rimarcava le antiche origini e al tempo stesso evidenziava il nuovo percorso del gruppo. Gli EXM93 nascono dunque dalle ceneri dei Mortuarium e si possono considerare la naturale evoluzione degli stessi. Col nuovo percorso abbiamo definitivamente abbandonato le tematiche degli albori, preferendo trattare argomenti più vicini ai nostri ideali. Rispetto al passato i pezzi sono più curati in fase compositiva e di registrazione, pur cercando di mantenere un sound ruvido e genuino. Dopo la registrazione di “Mortualia Nocturnum” nel 2008 lo storico bassista Mors (sempre in prima linea nelle sbronze e nei guai) ha deciso di lasciare il gruppo e seguire altri progetti. Per sostituire un pezzo da 90 come Mors, abbiamo vagliato gli elementi più vicini tra la cerchia di individui che gravitavano da sempre attorno al gruppo, optando infine per la bassista Eris, che in breve tempo si è conquistata il rispetto e il suo spazio in un gruppo di trogloditi ubriaconi maschilisti. Gli EXM93 ad oggi, pur trattando determinate tematiche, rifiutano qualunque sorta di etichetta politica legata al gruppo, per garantirsi una certa distanza da movimenti più modaioli che idealisti, che pertanto non ci rappresentano. Le mode o le correnti ci sono sempre state sul cazzo e non siamo mai andati dove tira il vento. Anche per questo a partire dai prossimi lavori rinunceremo a qualsiasi simbologia riconducibile a qualsivoglia ideologia politica.

Vorrei fare un breve passo indietro e parlare della raccolta “Mortualia Nocturnum”, uscita per la Vomit Arcanus Productions nel 2008. Siete soddisfatti di quella retrospettiva? Si e’ trattato della chiusura di una fase della vostra storia musicale o piuttosto di un nuovo inizio?

Riascoltandolo oggi mi viene in mente la stessa esclamazione del primo ascolto: “Benedetta Ignoranza!” Roba da intenditori raffinati! Qualcuno ci ha contestato una produzione troppo marcia per i nostri tempi, in realtà è proprio ciò che cercavamo, in quanto l’intento dell’album era quello di introdurre gli EXM93 a mezzo del loro passato e ai bei tempi, come detto, registravamo i promo in maniera indegna. Inoltre in studio abbiamo voluto ricreare le stesse condizioni psicofisiche e la stessa atmosfera di un tempo, pertanto l’album è stato concepito, registrato e mixato in stato di ebbrezza selvaggia, è stata la degenerazione, si sono viste delle scene di ignoranza di alta scuola… alla fine nonostante la “grezzura” inqualificabile ne è uscito un bel pezzo da collezione, volto soprattutto alle nuove generazioni che non hanno conosciuto un certo tipo di attitudine. Si è trattato probabilmente più della chiusura di un capitolo, tuttavia “Mortualia Nocturnum” può rappresentare anche le antiche fondamenta su cui costruire i futuri lavori.

E veniamo ora al presente: “Spirito Guerriero” è il vostro ultimo lavoro. Qual’e’ stata la gestazione di questo disco? Che tipo di riscontri ha avuto?

Con “Spirito Guerriero” ci siamo trovati a presentare la fase attuale degli EXM93 con tutte le differenze del caso rispetto ai lavori passati, la prima cosa che si può notare è ad esempio l’impronta più thrash delle nuove composizioni rispetto all’ortodosso black metal dei tempi addietro, ed anche le tematiche presentano notevoli differenze, i pezzi sono inoltre maggiormente curati in fase di composizione e si presentano un po’ più articolati e corposi, sempre ovviamente nei limiti della nostra risicata tecnica esecutiva e della nostra base ideologica che resta più devota alla violenza che all’innovazione; la ricerca della perfezione stilistica così come la sperimentazione non fanno per noi e non lo riteniamo affatto un limite, anzi è motivo di vanto per noi poter affermare di essere da oltre 20 anni fedeli alla linea, quella che noi chiamiamo attitudine. Con grande sorpresa, nonostante la nostra dimensione underground, l’album ha avuto uno un riscontro piuttosto positivo sia per quanto concerne i sostenitori di vecchia data sia per i più giovani, onestamente ci hanno sbalordito le richieste provenienti da oltre confine, in particolar modo dal Sud America e dai paesi esteuropei, per noi che siamo abituati a muoverci in ambienti diciamo “di nicchia” è stata una vera sorpresa, soprattutto in considerazione che non ci siamo avvalsi di aiuti esterni per quanto riguarda la propaganda e la distribuzione.

Rispetto alle vostre passate produzioni ho notato una maggiore potenza nei suoni ed una produzione davvero devastante. Si tratta di una scelta precisa? Che tipo di accorgimenti avete adottato?

Sì, abbiamo voluto puntare su una produzione più professionale affidandoci alla A.D.S.R. del nostro Ark che sta diventando un punto di riferimento per numerose bands grazie alla sua esperienza pluriennale negli ambienti metal e non solo. Abbiamo voluto ricercare un sound potente e moderno che riuscisse al tempo stesso ad adattarsi al nostro stile ruvido e vecchio stampo, che di moderno non ha proprio niente, alla fine abbiamo raggiunto lo scopo e l’album suona in effetti molto devastante lasciando comunque inviolato il carattere old style degli EXM93.

Ritengo che la vostra musica attinga in egual misura dal black metal di scuola norvegese e dal più violento thrash di matrice teutonica. Quali sono le vostre principali influenze a livello compositivo? Ci sono dei gruppi in particolare che rappresentano per voi dei punti di riferimento o una fonte di ispirazione?

Quando abbiamo fondato i Mortuarium nel 1993 non c’era l’intento prefissato di suonare un determinato genere, e ancor meno quello di imitare un particolare gruppo, abbiamo agito di istinto tirando fuori ciò che capitava senza porci troppe domande, esprimendo ciò che avevamo dentro; abbiamo sempre ritenuto la musica un espressione dell’anima e l’anima è personale. Poi siamo cresciuti ascoltando più o meno tutte le sfumature del metal, soprattutto quelle più estreme, ognuno con le proprie preferenze, probabilmente la nostra musica risulta un mix dei generi che abbiamo maggiormente assimilato negli anni a livello inconscio, non saprei. Di certo non ci siamo mai ispirati ad un gruppo in particolare, non lo abbiamo fatto da ragazzini e a maggior ragione non lo facciamo adesso. Siamo sempre stati troppo orgogliosi per voler assomigliare volontariamente a qualcun altro e difendiamo la nostra identità, per quanto possa essere solo una goccia nell’oceano. Oggi come alle origini per le composizioni ci affidiamo all’istinto o alle emozioni di un determinato momento, fregandocene delle etichette. Poi in generale non abbiamo grande tecnica, non facciamo sperimentazioni volte a distinguerci ed è normale quindi che facendo un genere abbastanza minimal finisci per ricordare questa o quella band nell’immenso universo della scena metal e capita anche che le band a cui ti associano nemmeno le conosci. Rispettiamo tutti, ammiriamo alcuni, non glorifichiamo nessuno.

Ho notato che in molte vostre canzoni vi sono inserti di tastiera. Come si amalgama l’uso di questo strumento più volto a creare atmosfera con un tessuto musicale ruvido e grezzo?

In effetti quando si pensa a questo strumento il primo pensiero va al quel black metal diciamo più raffinato ed evocativo lontano anni luce dal nostro stile randagio, tuttavia l’uso della tastiera per rimarcare alcuni passaggi è una nostra antica abitudine, rimastaci in eredità dagli anni ‘90. Anche se, fatta eccezione per la traccia “Ballade Of Witches”, dove la tastiera è parte integrante dell’intera composizione, non ne abbiamo mai particolarmente abusato.

Le liriche del vostro ultimo album sono legate a temi quali il patriottismo e l’onore (penso ad esempio a “Inno Alla Patria”). Altri invece trattano argomenti più ruvidi, come il bere birra a fiumi e le nottati folli al pub. Volete parlarcene più nel dettaglio?

La nostra musica rappresenta noi stessi, la nostra anima, i nostri ideali e le nostre azioni, “Spirito Guerriero” racchiude tutto questo, dai più nobili valori alle più becere performance di ubriachezza molesta, siamo fatti così.

Quanto è importante la dimensione live per gli EXM93? Come sono le vostre esibizioni dal vivo?

Nonostante siamo consci dell’importanza dell’attività live per la promozione di una band non è mai stata una nostra priorità, almeno fino ad oggi. Al di là dei già accennati problemi del lontano passato, che ci portavano negli anni ‘90 ad esibirci esclusivamente in gran segreto nelle sale prove davanti a 5 o 6 invasati. L’ultima esibizione di rilievo risale addirittura al 2009 al Blue Rose Saloon e anche in quell’occasione abbiamo dato sfoggio del nostra rinomata eleganza ubriacandoci a morte prima di salire sul palco, è stato un gran bel macello che resterà indelebile nella memoria dei presenti. Ultimamente ci siamo comunque riproposti di intensificare la nostra presenza on stage a partire dal prossimo futuro.

So che i membri del gruppo sono impegnati anche in altri progetti. Ce ne volete parlare?

Sì, il più attivo in questo senso è senza dubbio Arcanus Incubus, il quale suona tastiere, synth e macchinacce varie nei Mystical Fullmoon, i quali hanno appena pubblicato sotto Beyond il loro nuovo disco. Suona tastiere e theremin nei Labyrinthus Noctis, band gothic doom che comprende alcuni ex membri dei Mystical Fullmoon, progetto che punta molto sui live, si sono inventati uno spettacolo assolutamente unico ed innovativo. Se vi capita di sentire di qualche loro data dovete andarci, par capire esattamente di cosa si tratta. Suona inoltre nei Deviate Damaen da qualche anno, anche loro prossimi alla stampa del nuovo provocatorio lavoro su doppio cd. L’instancabile pazzoide porta sempre avanti il suo progetto Hanormale; infatti dopo il primo cd di industrial black metal pubblicato nel 2010, sta lavorando al secondo disco. Pare essere un’unica traccia di 40 minuti, di natura black metal ma ricca di influenze a 360 gradi. Alla batteria lo accompagna lo storico batterista dei Brainwash, che per la registrazione del brano ha dovuto suonare per 40 minuti di seguito un sano skunkbeat, molto anni ‘90, a 170 bpm… un esperimento unico, per avere autenticità assoluta in un mondo musicale ormai di plastica. Ovviamente Arcanus Incubus (spesso con lo pseudonimo di Ark) suona anche in progetti minori… in ogni caso ha recentemente dichiarato che abbandonerà molte delle sue band, per dedicarsi al suo lavoro da fonico e producer con A.D.S.R., che gli sta richiedendo sempre più tempo e passione.

Cosa dobbiamo aspettarci dagli EXM93 per il futuro?

In generale dagli EXM93 ci si può aspettare solo che continueranno ad essere gli EXM93 nel bene o nel male. Nel dettaglio siamo al lavoro per il prossimo album che dovrebbe intitolarsi “Urban Far West”, abbiamo gettato le basi di diversi pezzi e dati i presupposti si prevede un’altra scarica di bastonate in pieno stile EXM93.

Come di consueto lascio a voi concludere l’intervista come meglio credete…

Grazie per lo spazio. Un saluto (rigorosamente illegale) ai nostri sostenitori.