‘Silent Wood’ si occupa della realizzazione di immagini per cover, booklet, loghi, t-shirt e merchandising rivolto a band black metal, death metal, dark, ambient, pagan… Oltre ai disegni già realizzati e disponibili alla vendita e alla personalizzazione legata alle esigenze della band, Silent Wood accetta commissioni correlate a concept e soggetti specifici per soddisfare qualsiasi richiesta. Andiamo a scoprire questa realtà legata al mondo dell’underground metallico attraverso le parole dell’autrice delle illustrazioni, Silvia De Rosa

Ciao Silvia: prima cosa un grazie per aver donato il tuo tempo per questa intervista… Come da consuetudine si parte con una domanda di rito, ma anche fondamentale per far conoscere la propria arte… Quindi presentaci questo progetto carico di grandi ambizioni e di vero talento chiamata Silent Wood

Silent Wood è un progetto nato recentemente grazie alla collaborazione con la band Ad Omega. Da questa esperienza ho deciso di tradurre il mio immaginario in qualcosa di più concreto che potesse rispondere alle richieste di un ambiente underground capace di apprezzare le illustrazioni fatte a mano. Silent Wood quindi non è solo una pagina con illustrazioni ma in futuro spero un punto di riferimento per numerose band che cercano la qualità e la professionalità.

Quando è partita la tua passione per il disegno e cosa ti ha portato mentalmente nell’elaborare dei disegni che vanno ad abbracciare proprio anche la musica estrema? Durante il giorno che tipo d’input ti vengono per poi iniziare nell’immettere su un foglio le tue idee?

Ho sempre disegnato, diciamo che è un “vizio” di famiglia, ma è stato il genere horror dei film e dei fumetti ad avvicinarmi all’immaginario mortifero, quindi prima della musica è stata la conoscenza di personaggi e storie a stimolarmi, come la passione per le scienze, in particolare l’anatomia umana e comparata, gli scorticati e le opere antiche che non lesinavano di esibire il macabro. Gli stimoli sono ovunque, vita e morte sono fortemente correlate, il mistico è dove noi vogliamo vederlo, a questo si aggiungono tutte le fantasie, i sogni e gli incubi che mi si combinano nella mente per poi dar vita a qualcosa, non sempre poi arriva a diventare un disegno o altro, spesso si tramuta in niente, ma altre volte prende forma sul foglio per poi conquistare il suo spazio.

Ora cerca di spiegare a parole tue in maniera ben dettagliata e coincisa come vengono impostati e come vengono scelti i colori nelle tue opere d’arte … I due colori come il bianco e nero cosa rappresentano per te

Il colore è condizionato dalla forma, la loro correlazione è imprescindibile come lo è il significato, il colore serve qualcosa, è un messaggio dentro la composizione. Non è nulla di nuovo, nell’arte si è sempre usato ma non sempre è stato capito, per ora le mie composizioni sono semplici ma in futuro mi auguro di creare dei veri rompicapi. Bianco e nero, che dire, sono l’alfa e l’omega, sono gli opposti ma semplicemente non esistono, hanno un senso in base al contesto. Nel lavoro di illustratore sono espedienti per creare profondità dove non esiste o per dare un taglio all’immagine, tutto va usato come se suonasse e se c’è un tratto o un vuoto sbagliato l’opera si spezza.

Quando prendi in mano la tua matita come riesci a confluire tutte le emozioni in un disegno, senza la dovuta concentrazione ma solo con il tuo istinto Improvviso ?

Non so spiegarti il processo, diciamo che avviene e basta.

Ora cerca di nominare i tuoi 4 lavori che rimarranno per sempre dentro il tuo cuore …e quanta fatica e quante notti insonni hai passato fino ad arrivare al prodotto finale che riusciva proprio a farti rimanere soddisfatta?

Tutti i progetti che ho affrontato sono stati impegnativi a modo loro, non saprei sceglierne uno. Il prodotto finale non mi lascia mai soddisfatta, cerco sempre di migliorarmi di lasciare un’immagine che stupisca anche me, ma non è ancora successo.

Prima l’Italia era la vera élite in questo campo dell’arte però purtroppo, invece, ora è quasi come scalare l’everest nel far conoscere i propri lavori … secondo te tutte queste problematiche a cosa sono dovute? Possono centrare anche i mal governi Italiani che non hanno mai investito nell’arte a tutto tondo?

È passato molto tempo da quando l’arte era vista come veicolo per il potere, la cultura e la narrazione, l’artista ha sempre patito tranne in rari casi, ma oggi è possibile divulgare la propria arte, il problema è nel farsi ascoltare e vedere, nel riuscire “a camparci” come si dice. Oltre alle nuove tecnologie che dalla macchina fotografica hanno cambiato il modo di vedere il mondo c’è una crisi culturale, un’insieme di disvalori legati al consumismo. Direi che le responsabilità travalicano il governo di turno e relegano l’arte spesso a salotti di nicchia pochi inclini alla divulgazioni di valori. Forse è responsabilità di tutti ritornare ad una civiltà più illuminata.

Come definiresti la tua Arte se ti chiedo di nominarla con tre aggettivi e anche allo stesso tempo nel classificarla con tre colori contrastanti tra loro?

Non so risponderti a questa domanda, l’espressione che traduco in forme è parte di me, del mio essere, c’è da quando ho memoria, non riesco a scinderla e vederla come qualcosa di separato, sicuramente come ciò che mi riguarda è messa al mio giudizio, ma non sono oggettiva e imparziale, spesso sono anche troppo chiusa e severa, diciamo che fa parte del mio mondo ma non saprei descrivertelo se non con delle immagini.

Ho già avuto il grande piacere di vedere varie opere da te realizzate (sono rimasto impressionato dal tuo talento). Un giorno sarà possibile fare una sorta di libro dove illustri le tue opere con delle didascalie dove si va a spiegare la realizzazione, il tipo di matite e che tipo di fogli usi e poi di fare dei brevi riassunti dove vai a spiegare anche i lati più nascosti delle tue creazioni?

Me lo auguro, non tanto per il mio ego ma per trovargli un posto, una “casa”.

Dimmi i tuoi 4 guru dell’arte che ti hanno sempre, e continuano ad affascinare e quale artista prendi come punto di riferimento anche nei tempi odierni?

Il mio punto di riferimento è e sarà sempre Michelangelo, la sua forza mi ha ispirato nello studio del tratto e della forma, anche se di fronte a lui si è sempre distanti anni luce; la grande Louise Bourgeois che ho amato prima ancora di leggerne la biografia e che mi ha guidato nella mia ricerca accademica; poi Giger e le sue creature da Alien a Poltergeist e i suoi scenari distopici; Diane Arbus e la sua ricerca delle mille sfaccettature di un mondo che non sempre vogliamo vedere; e infine i grandi registi e scrittori dell’innominabile come Wiene, Friedkin, Lynch, Kubrick, Lovecraft, Shelley e numerosi altri..

La dovuta chiusura è completamente tutta tua…grazie della piacevole intervista

Grazie a te, Alan e a Blackmetalistkrieg per lo spazio. Grazie anche agli Ad Omega per aver creduto nella mia creatività e capacità interpretativa per primi. Invito i lettori a visitare la pagina Instagram di Silent Wood (@silent_wood_art), magari anche solo per dare un’occhiata o per un suggerimento. Non esitate a contattarmi, sarò lieta di dare immagini ai vostri album, t-shirt ecc.. Il piacere è stato mio e che l’arte underground possa sempre proliferare!