Antediluvian / Heresiarch – Defleshing The Serpent Infinity

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Tipica uscita targata Iron Bonehead Productions, in formato cd e vinile 12”, questo split vede coinvolte due sanguinose realtà dedite al più brutale e distruttivo black/death metal: solo violenza, caos, brandelli di corpi maciullati e brama di uccidere, il tutto incorniciato da due episodi ambientali minimali e abbastanza inquietanti. Ad aprire le danze sono i neozelandesi Heresiarch, band attiva dal 2008, con alle spalle la consueta trafila di uscite minori e un full length, “Death Ordinance”, pubblicato nel 2017. Il quartetto di Wellington propone una miscela particolarmente brutale e caotica di black e death metal nel senso più tradizionale del termine. Riff fulminei, batteria schiacciasassi, vocione demoniaco, con i classici assoli alla cazzo piazzati quà e là, che fanno tanto metal of death anni ottanta, e la più ortodossa delle produzioni confusionarie e artigianali.

Cover (retro)

Sulla scia di Conqueror e Revenge ma con richiami anche al vecchio death metal dei Possessed, i nostri con due pezzi violentissimi come “Lupine Epoch” e “Excarnation” radono al suolo tutto quanto, avanzando come un carro armato arrugginito su un tappeto di teschi.

E alla fine ci lasciano attoniti a contemplare le rovine fumanti del campo di battaglia con “No Sanctuary”, conclusivo episodio ambientale, stranamente calmo e quasi silenzioso.

Heresiarch

È quindi la volta dei canadesi Antediluvian, terzetto attivo dal 2006 che può vantare due lavori sulla lunga distanza, “Through The Cervix Of Hawaah” e “λόγος”, pubblicati rispettivamente nel 2011 e nel 2013, e che propone una mistura black/death decisamente vorticosa e sanguinaria, caratterizzata da un concept atipico, a metà strada tra occultismo e preistoria.

Antediluvian

“Slipstream Of Leviathan’s Wake” è un brutalissimo frantoio di orrore che spalanca le proprie fauci su un abisso completamento caotico, recuperando reminiscenze di Beherit e Incantation. Anche in questo caso all’assalto frontale segue un episodio ambient, “Prelude”, a segnare una sorta di quiete dopo la tempesta, con un’atmosfera forse più mistica rispetto alla traccia corrispondente proposta dai colleghi di split.

“Defleshing The Serpent Infinity” è un’uscita dedicata unicamente ai maniaci dell’underground, ai quali le bands coinvolte non saranno del tutto sconosciute, che non fa altro che confermare in pieno le caratteristiche salienti del sound sia degli Heresiarch che degli Antediluvian, senza però aggiungere niente di significativo alla discografia di entrambi i gruppi. Una piccola chicca per i collezionisti più accaniti.