Sperm Angel – Life Is Poison

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Quando si è ragazzini e ci si approccia alla musica dura c’è quasi sempre un iter logico da seguire, una sorta di legge non scritta ma che col tempo è diventata una consuetudine che difficilmente viene stravolta. La prassi vuole che si inizi dai mostri sacri come Motörhead, Iron Maiden, Metallica, AC/DC, per poi esplorare qualsiasi derivato dal classico, come il thrash metal, il power e tutti gli altri sottogeneri, arrivando a quelli più estremi, quali il death metal, il grind o il black. Solo dopo aver assaporato un po’ di tutto, come ad una degustazione da colletti bianchi, ci si sofferma ad approfondire uno o più generi che rispecchiano maggiormente i gusti di ciascuno. Questi simpatici Finlandesi, incuranti delle consuetudini, continuano invece ad avere le idee meravigliosamente confuse, nonostante si trovino a rilasciare il loro quarto ep in soli tre anni. Gli Sperm Angel sono degli zoticoni e amano tutto il metallo passato in rassegna durante la loro adolescenza; hanno quindi deciso di non scontentare nessuno, cercando di inserire nella loro musica un po’ di questo e un po’ di quello, passando dal metal classico, al sano thrash e allo squallido black metal primitivo che piace tanto a tutti noi. Detta così sembra stiamo raccontando una barzelletta, ma qui abbiamo a che fare con un’ottima overdose di heavy metal satanico tirato a mille, dove i Motörhead incontrano i Maiden e vanno a bersi una birra con Venom e Sodom. Il tutto rigorosamente concepito in uno scantinato dai colori accesi e purpurei, che trasuda fumi di alcol e devozione al signore del male.

Effettivamente il classico format black/thrash ormai è stato usato e abusato ma in “Life Is Poison” questa formula è tanto ingenua e caotica da risultare una piacevole sorpresa: cinque brani, più intro, per un totale di venti minuti di massacro collettivo, che va a pescare a piene mani classici elementi dell’heavy metal tradizionale, come riff melodici e assoli di una certa classe, seppur elementare, unendoli alla furia e all’oscurità del black metal. La breve intro ci introduce nel mondo perverso degli Sperm Angel, tra gemiti femminili e ruggiti di orchi; il suono delle chitarre e della batteria è scarno, come se il disco fosse stato registrato in una sala prove, in presa diretta, nel 1986. Le bordate iperveloci che lancia questo “angelo dello sperma”, nonostante il piglio goliardico, mettono però in luce una prestazione di livello: la tecnica non è sopraffina ma di sicuro a questi ragazzi hanno carattere e attitudine, come si evince dall’opener “Burning City Of Snakes”, che contiene già tutti gli ingredienti dell’ep, come i riff classici e affilati su note alte, gli assoli non propriamente alla John Petrucci (ma che comunque possono essere chiamati assoli), e le invocazioni urlate al sesso non protetto, all’alcol e a qualsiasi cosa possa ritenersi “proibita” in età adolescenziale.

“Telephone Killer” è un vero e proprio salto nel passato, con un break centrale che sembra ospitare un Adrian Smith ancora alle prese con i primi accordi di chitarra. “La stoffa c’è, i ragazzi si faranno” si dice solitamente, ma gli Sperm Angel sono già fatti, dalla mattina appena svegli alla sera quando vanno a dormire; la lucidità non è il loro forte e lo rimarcano con testi dozzinali, puramente ottantiani e privi di ogni impegno. In “Reptile In Woman’s Skin” è impossibile non sentire la vecchia scuola hard rock più verace e oltranzista, con svariati riferimenti al punk rock britannico, così come in “Naughty Boy” il thrash è di casa, grazie a un riff che sarebbe potuto uscire dalla sei corde di un Kerry King ancora in fasce, in stretta collaborazione con un Glen Tipton che fa la siesta tra un margarita e l’altro. La piacevole title track infine è un missile speed metal, dove sono chiare tutte le influenze della band, e pone degnamente fine a venti minuti all’insegna della spensieratezza e dell’adrenalina. Tirando le somme, possiamo dire di avere tra le mani un ep dalla breve ma giusta durata, prodotto approssimativamente ma ben contestualizzato: il classico dischetto piacevole da ascoltare in quelle giornate dove hai le palle girate o non ti va di muovere un dito; ecco che schiacci play e arrivano loro, con il loro carico di ignoranza, pronti a trasformare una giornata pessima in una giornata di…sperma…che è comunque meglio di una giornata di me**a!