Galpedar

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Duo italiano di recente formazione, i Galpedar sono formati da Helhest (chitarra e synth) e Rhiw (basso, drum machine e voce), entrambi impegnati anche nel progetto symphnic/avant-garde Falce. Li abbiamo conosciuti in occasione dell’udita della loro demo di debutto “Eridan Hordes”, due pezzi di black metal freddo ed ossessivo, con influenze paganeggianti di più ampio respiro, ed ora è venuto il momento di esplorare più in profondità il loro mondo musicale e concettuale. Buona lettura!

Benvenuti sulle nostre pagine virtuali! Andiamo innanzitutto a presentare questo nome nuovo, pronto a smuovere le acque della scena underground Italiana…

Intanto grazie per averci chiamato. Iniziamo con il presentarci: noi siamo i Galpedar, un duo composto da Mike e Tom (Helhest & Rhiw) nato nell’autunno dello scorso anno, dopo anni di collaborazioni in altri progetti black metal e non. Abbiamo creato questo progetto con l’intenzione di creare qualcosa che si avvicinasse il più possibile a qualcosa di musicalmente primordiale ma con influenze vicine alla scena finnica.

Andiamo a spiegare meglio il moniker del vostro progetto. Da chi è partita l’idea di chiamarvi in questo modo e quanto siete riusciti a rispecchiare con il vostro black metal il significato del vostro nome?

Il nome è stato scelto ovviamente in comune accordo, anche se la proposta è arrivata da Tom; volevamo creare qualcosa che fosse interamente nostro, non solo dal punto di vista musicale, ma anche a livello culturale e storico. Il nome infatti, nella bassa emiliana/lombarda, corrisponde ad un’entità animale con le sembianze di un gallo, che nel bestiario medioevale stava a simboleggiare vizi come la vigliaccheria, l’invidia e la gelosia; vizi che nella cultura contadina non dovevano mai essere presenti. Con le prossime release faremo in modo di esprimere al meglio il nostro concept.

Nel 2021 è uscito il vostro nuovo lavoro (stiamo parlando della split tape in compagnia dei Thailandesi Awicha).Com’è partita questa idea? E quanto il formato tape è ancora vivo e vegeto?

Sì, a inizio anno è uscito lo split Galpedar/Awicha “World Within Spirit”. Siamo stati contattati da questa Label Vintage Cult Records a fine novembre e ci ha proposto questa collaborazione con Awicha, una one man band locale.Personalmente (Mike), credo moltissimo nelle collaborazioni tra band nella scena underground mondiale, in questo modo si ha la possibilità di tenere alto il nero stendardo del black metal italiano anche all’estero. Noi crediamo che il black metal sia vivo ora più che mai, proprio per questo crediamo che l’“inner circle”,italiano e non, funzioni proprio grazie a questa connessione tra i vari progetti.Appunto per questo motivo, il formato tape, ha ancora tantissimo da offrire, richiamando molto quel senso di old school di cui si sente molto la mancanza, dato il divario trentennale tra la nostra epoca e i precursori del genere.

Per quanto i riguarda testi, quanto possono aver influenzato le vostre origini?

Sicuramente i testi sono stati e saranno influenzati molto dalla nostra provenienza, stiamo infatti valutando di alternare inglese/italiano o tenere interamente la nostra lingua madre per le future lyrics.

La filosofia potrà un giorno colpire i Galpedar, fino a creare un concept in piena regola con tanto di booklet ed immagini a tema?

Abbiamo valutato più concept che ci piacerebbe trattare, più che altro temi storici, anche se la filosofia è un argomento che ci affascina molto. Ovviamente, a prescindere dal concept, punteremo molto anche sul lato grafico; crediamo che i booklet siano fondamentali per poter raccontare al meglio la storia della release e della band, parallelamente al lato musicale.

Torniamo per un attimo indietrosul primo prodotto a nome Galpedar, ovvero “Eridan Hordes”. C’è qualcosa che vorresti dire, che non è stato mai chiesto?

“Eridan Hordes” è appunto nome della nostra prima demo rilasciata l’anno scorso. Due tracce ben diverse e distinte tra loro con cui abbiamo provato a stabilire la nostra personalità di band, anche se, come potrete notare con i prossimi lavori, verranno prese direzioni differenti per riuscire ad essere originali in tutto quello che riguarda questa band.La demo probabilmente verrà riproposta in futuro, utilizzando una produzione più professionale ma soprattutto, con una batteria acustica, dato che per più motivi abbiamo dovuto optare per una drum machine per le release proposte fino ad ora.

Per concludere, vorrei soffermarmi sul singolo “Ascension Of Fire And Ice”. Cosa mi potete dire riguardo questo pezzo?

L’ultimo singolo uscito è proprio “Ascension Of Fire And Ice”. Abbiamo registrato questa traccia per una compilation che ha visto la partecipazione di altre dodici band, prodotta da Music Star Heatens Production.È stato complicato rispettare le tempistiche che ci erano state date, poiché ci era stata commissionata dieci giorni prima della data di uscita e, a causa anche delle restrizioni dettate dal covid, non è stato facile incontrarsi per registrare. Come si può notare ascoltando questa traccia, è ben diversa dalle altre proposte sotto molti aspetti, soprattutto per le parti acustiche che si alternano nel pezzo, formula che potrebbe essere riproposta anche in altre release future. Concludendo, vorremmo ringraziare tutti quelli che ci hanno supportato fino ad ora credendo in noi e nel nostro progetto e nel genere che proviamo e che proveremo sempre a tenere alto.