Funeral Storm / Synteleia– The Ancient Calling

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Negli ultimi anni la Grecia sembra tornata al periodo del grande splendore: quegli anni novanta che partorirono capolavori in grado di rivaleggiare ad armi pari con l’ondata norvegese, costruendo però un sound affatto diverso, fatto di minori velocità, marcate aperture melodiche, evidenti reminiscenze di tradizionale metal ottantiano ed un’atmosfera tanto misteriosa ed occulta quanto calda e mediterranea. Un filone che ha dato vita ad una scuola ben codificata, che continua ad avere i suoi seguaci, tra vecchie glorie ancora saldamente in pista e nuove leve che seguono la strada dei maestri, tentando di rinverdire i fasti di una stagione che resterà comunque irripetibile. A conferma di quanto appena detto, abbiamo avuto modo di parlare sulle nostre pagine virtuali di dischi estremamente validi come “As The Flame Withers” degli Yoth Iria e “Magnus Venator” dei Katavasia, due ottimi esempi di come il panorama black ellenico sia attualmente più vivo che mai. Questo “The Ancient Calling” si presenta con una copertina opera di Panos Sounas (già autore, tra l’altro, delle cover dei classici dei Necromantia “Crossing The Fiery Path” e “Scarlet Evil Witching Black”) e vede la luce in formato 7” sotto l’egida della sempre attenta ed attivissima Hells Headbangers Records, inserendosi alla perfezione in questo solco e rappresentando, nonostante la sua durata molto contenuta, l’ennesima conferma di questa sorta di seconda giovinezza della scena greca.

Ad aprire le danze sono i Funeral Storm, band capitanata da Wampyrion (già nei Disharmony ed impegnato in almeno un’altra decina di progetti paralleli), nella quale milita alla voce Necroabyssious, cantante degli storici Varathron, che di certo non ha bisogno di particolari presentazioni. I nostri hanno alle spalle il full length di debutto “Arcane Mysteries”, edito nel 2019, sempre sotto l’egida della Hells Headbangers, del quale la canzone qui presente riprende in toto le coordinate stilistiche.

“Mistress Of The Night” si apre con un coro monastico al tempo stesso lugubre e suggestivo, che lascia poi spazio ad un riff thrash/black semplice ma incredibilmente trascinante, per poi deflagrare in un finale esplosivo a suon di blast beats; il tutto incorniciato dallo screaming roccioso e rauco di Necroabyssious: le caratteristiche del black ellenico ci sono tutte, dal flavour melodico alle influenze heavy, ulteriormente esaltate da un basso in prima linea, e la canzone è praticamente perfetta.

I più giovani Synteleia riescono a non essere da meno: la band è un quartetto in attività da circa cinque anni ed ha già pubblicato il primo lavoro sulla lunga distanza, “Ending Of The Unknown Path”, nel 2019, anche in questo caso con lo zampino della citata etichetta statunitense. “Stellar Return” è un pezzo che si gioca le sue carte puntando soprattutto sull’atmosfera morbosa ed infernale, senza lasciarsi andare a sfuriate iperveloci ma anzi lasciando trasparire una mai sopita tendenza doomeggiante che, unita al tradizionale piglio heavy/black, ci restituisce un pezzo molto valido, impreziosito da un bel solo classico nella sua parte finale, da linee di basso anche in questo caso ben udibili, e dal cantato del singer Nyctelios, che sfodera un timbro demoniaco davvero vicino a quello di Sakis Tolis del capolavoro “Triarchy Of The Lost Lovers”, per un risultato finale assolutamente soddisfacente, che riesce anche ad avere un apprezzabile tocco epico.

Due pezzi ottimi per due bands che vogliono far rivivere i tempi che furono e ci riescono perfettamente: i più esigenti potranno dire che questa “nuova ondata” greca è puro revival in quanto non segna alcuno stacco e non fa registrare alcuna evoluzione rispetto a quanto fatto dai mostri sacri ormai quasi trent’anni fa, ed è vero; ma di fronte ad una qualità così elevata, come quella delle canzoni contenute in questo split, direi che ci possiamo accontentare. Un piccolo gioiello che farà anche la gioia dei collezionisti più incalliti.