Runespell – Sentinels Of Time

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Ora lo possiamo affermare, Nightwolf non ha intenzione di fermarsi, è come uno tsunami di metallo ed emozioni che dal 2017 è riuscito a registrare ben sei uscite ufficiali di puro black metal pagano, epico e vichingo. Difficile immaginare il nostro guerriero seduto su un’assolata spiaggia australiana, con tanto di ombrellone e mojito, mentre scrive canzoni dei Runespell, ma poco importa perché il contenuto di ogni release ci fa piombare in foreste nordiche o tra le rovine di qualche maniero. Avevamo lasciato i Runespell solamente dieci mesi fa con il buon “Verses In Regicide”, a tutti gli effetti il miglior disco della band, con il nostro cangurino preferito decisamente più ispirato rispetto ai lavori passati (peccato per “Order Of Vengeance”, demolito da una produzione pessima), che aveva dato alle stampe un disco più accessibile dal punto di vista dei suoni che, pur rimanendo fedeli alla linea underground, risultavano più puliti, potenti e comprensibili. Le buone idee nei dischi di Nightwolf non sono mai mancate ma, come detto, sono spesso dilaniate da produzioni non all’altezza, rendendo complicato l’ascolto anche ai più avvezzi a registrazioni provenienti dall’oltretomba.

Cosa aspettarci da questa nuova fatica? Nient’altro che il diretto e naturale proseguimento dell’ultimo, fortunato platter, con un pizzico di epicità in più. “Sentinels of Time”, distribuito come ep nonostante la sua discreta durata (circa trentacinque minuti), ci mostra la one man band in buono stato, grazie a tre lunghi brani e un’epica outro strumentale, che non spostano di una virgola gli equilibri ai quali eravamo abituati; puro epic black metal dalle influenze pagane e vichinghe, fortemente debitore alla scuola nord europea. In questi pezzi il songwriting appare realmente maturato, seguendo la falsariga dell’ultimo lavoro, con tanti cambi tempo che mettono in risalto un guitarwork sopraffino, quasi sognante, che va a braccetto con tastiere sempre presenti come tappeto atmosferico, ben più marcato che in passato, e con vocals più in prima linea rispetto ai precedenti lavori, anche se migliorabili, soprattutto in quanto a dinamica, perché eccessivamente monocordi e con poca enfasi (l’inserimento di qualche clean vocals e una produzione leggermente più pulita e potente a nostro parere riuscirebbero a far fare il salto di qualità che Runespell meriterebbe).

Ogni singolo brano è un viaggio a sé stante ma un accenno va fatto a “Memories Of Steel”, probabilmente il pezzo più heavy scritto dal nostro beniamino, un mid tempo marziale quasi power metal, che subisce rallentamenti per poi crescere a metà e sfumare in maniera oscura e mistica nel finale, in definitiva una suite di dodici minuti che è già un piccolo classico. Forse meno solenne rispetto all’ultimo full length ma più avvincente e diretto, “Sentinels Of Time” ci trascina nel mondo di Nightwolf, fatto di acciaio affilato maneggiato con cura da un maestro. Eroico.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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TRACKLIST <br> 1. Claws Of Vanagandr; 2. Memories Of Steel; 3. Sentinels Of Time; 4. A Drakkar's Last Journey <br> DURATA: 34 min. <br> ETICHETTA: Iron Bonehead Productions <br> ANNO: 2022 runespell-sentinels-of-time