Blood Thirsty Demons – Esoteric

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Se dovessimo stilare un elenco di band italiane ancorate a quella che può essere definita la scena old school più oscura e dannata, di sicuro il nome dei Blood Thirsty Demons sarebbe degno di essere inserito in questa speciale lista. Cristian Mustaine è uno che la sa lunga su come si scrive un buon disco di heavy metal ed “Esoteric”, ennesima fatica in studio per l’artista lombardo, non fa che ribadire il concetto. Per questo nono lavoro sulla lunga distanza in ben venticinque anni di carriera, il nostro eroe ha deciso di dare sfoggio delle sue doti compositive, che emergono in svariate occasioni durante l’ascolto di quello che si rivela il lavoro più complesso mai composto dalla band e al contempo il più vario e ambizioso, come se volesse puntare a un “next level” senza rinunciare alle radici underground e a quel sound che lo ha reso “popolare”. Quando si ha a che fare con un disco dei Blood Thirsty Demons sappiamo bene che è come fare un viaggio nel tempo; portiamo indietro l’orologio, immergendoci in un’atmosfera funerea, tra nebbie, umidità, illuminazione a lanterne, una carrozza che vaga per strade dissestate, abiti d’epoca eleganti e qualche malintenzionato dietro l’angolo. In “Esoteric” tutto rimane nella tradizione del progetto, semplicemente viene alzata l’asticella grazie a un songwriting multiforme che sfocia in brani che sfiorano i dieci minuti, un concept lirico intimo e strettamente correlato a esperienze del mastermind, e tanti richiami ai classici del genere.

La professionalità di questo platter si percepisce sin dalle prime note dell’intro “Holy Mountain”, perfetta per farci calare nelle giuste atmosfere, tra odore di zolfo, muffa e oscurità a palate, ma ci pensa subito “Black Mass” a svegliarci; il primo pezzo del disco è perfetto sotto ogni aspetto, cinque minuti di heavy metal che va a prendere a piene mani dai mostri sacri della scena, Mercyful Fate e Death SS su tutti, un up tempo che non fa prigionieri e ci traghetta diretti all’inferno, complice pure un ritornello che entra in testa già dal primo ascolto. La sorpresa è dietro l’angolo, infatti ci imbattiamo subito in una cover di Alice Cooper, “Steven”, che si amalgama alla perfezione con il resto del disco rischiando, per chi non la conoscesse, di essere presa per una canzone della band stessa, tanta è l’immedesimazione dell’artista grazie a un’interpretazione sofferta e viscerale.

Che Mustaine sia un personaggio eclettico non lo scopriamo oggi ed e proprio nella title track che si vede il “nuovo” volto del suo progetto, una suite di oltre nove minuti dove non fatichiamo a notare molteplici riferimenti alla scena prog anni settanta, che creano una dimensione orrorifica per un brano che può rivaleggiare alla pari con fatiche di band più blasonate. Nulla è lasciato al caso e così, dopo la breve strumentale “Evocation”, che funge da spartiacque tra lato A e lato B del disco, “Devil’s Church” è una marcia doom di alta classe e sottolinea l’approccio sinistro di liriche basate su esperienze esoteriche vissute in prima persona. Brano dopo brano ci rendiamo conto di come non sia stato seguito uno schema compositivo univoco, ogni song vive di vita propria, sempre molto dettagliata e attenta a non lasciare nulla in sospeso, soprattutto le capacità alla sei corde, messe sempre in evidenza da solos melodici e mai fuori luogo. Le sorprese non finiscono e lo dimostra “Guardian Of My Soul”, power ballad di alto livello che ricorda i Death SS di fine anni ottanta e risulta uno dei pezzi più riusciti di tutto il lavoro.

La carne messa al fuoco da Mustaine questa volta è davvero tanta, una valanga di riff e idee che non ha precedenti nella sua discografia, come in “The Believer”, una mazzata heavy vecchia scuola come non se ne sentivano da tempo, che chiude il disco come era iniziato, con il botto. Con una produzione discreta, che sottolinea le linee vocali sempre in primo piano così come le orchestrazioni, una cover presa direttamente da un libro di testi sul satanismo degli illuminati a Parigi nel 1800, “Esoteric” è un’autentica prova di forza della band lombarda, che si ritaglia ulteriormente uno spazio nell’underground heavy/doom italiano (e non solo). Tradizione.

REVIEW OVERVIEW
Voto
75 %
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TRACKLIST <br> 1. Holy Mountain; 2. Black Mass; 3. Steven (Alice Cooper cover); 4. Esoteric; 5. Evocation; 6. Devil’s Church; 7. Guardian Of My Soul; 8. Spiritual Path; 9. The Wickedness Of Men; 10. The Believer <br> DURATA: 54 min. <br> ETICHETTA: C.M. Releases / The Triad Records <br> ANNO: 2022 blood-thirsty-demons-esoteric