Gevurah – Gehinnom

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Direttamente dagli abissi del black metal quebecchese, a distanza di quattro anni dall’ep “Sulphur Soul”, il duo Gevurah fa il suo ritorno con un nuovo disco: “Gehinnom”. Il solo titolo, nome della valle infernale dei sacrifici a Moloch, nonché terra di ardente devastazione e purificazione, è sufficiente per capire quale sarà il leitmotiv di tutto l’album: una sanguinosa e disperata catabasi. La nostra discesa negli inferi ha inizio nel deserto, terra di desolazione sapientemente evocata nella traccia di apertura. Qui gli incessanti arpeggi di chitarra danno un senso di stasi e rarefazione, una sorta di contemplazione della morte. La permanenza in questo ambiente, tuttavia, è estremamente breve e, in men che non si dica, ci si ritrova a bruciare tra le fiamme.

È proprio questa l’atmosfera che permea “Blood-Soaked Katabasis”, probabilmente la traccia simbolo dell’intero album. Un brano estremamente ben riuscito e catartico, grazie al quale ci troviamo, nostro malgrado, immersi nell’infernale Gehinnom.

Da questo momento le atmosfere si fanno sempre più aggressive, pregne d’odio e, a tratti, blasfeme. La sensazione è quella di venire improvvisamente sovrastati da una furia controllata, non più figlia del caos degli inferi ma magistralmente arbitrata da una forza superiore.

La breve digressione di “LV 16:22” e l’apparente rarefazione di “Memento, Homo…” non sono sufficienti a farci abbandonare queste tensioni e ci portano così, dilaniati, alla traccia conclusiva, probabilmente la meno riuscita dell’intero album.

“Gloria In Excelsis Deo, Et Ira Ad Homines In Terra” è infatti esageratamente satura e risente di alcune scelte poco efficaci, prima tra tutte l’aggiunta del canto liturgico che dà un effetto quasi parodistico all’intero brano. Una conclusione poco appagante di quello che avrebbe potuto essere un lavoro ben riuscito, ma che sicuramente non basta a cancellarne gli aspetti positivi. I Gevurah appaiono infatti maturati rispetto alle loro precedenti releases, diventando più accattivanti e immediati nel trasmettere l’aura spirituale che notoriamente li circonda.

È proprio quest’ultima la forza creatrice dietro a “Gehinnom”, un album che conserva tutte le sembianze di un vero e proprio viaggio esoterico, a tratti ridondante ma pur sempre evocativo.

REVIEW OVERVIEW
Voto
68 %
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TRACKLIST <br> 1. Gehinnom; 2. At The Orient Of Eden; 3. Blood-Soaked Katabasis; 4. Towards The Shifting Sands; 5. LV 16:22; 6. Memento, Homo...; 7. Gloria In Excelsis Deo, Et Ira Ad Homines In Terra <br> DURATA: 46 min. <br> ETICHETTA: Profound Lore Records <br> ANNO: 2022 gevurah-gehinnom