Marea – A Caress Of Autumn For All The Lost

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Matteo Balzarini e la sua creatura, i Marea, giungono nel 2026 alla seconda fatica sulla lunga distanza proponendo una visione musicale più ampia e intensa delle melodie e delle atmosfere evocate finora, scolpite in paesaggi autunnali fatti di orizzonti su cui si stagliano alberi spogli e cieli grigi, case dai tetti di legno e dai muri in pietra, dalle cui finestre si scorgono camini accesi dai quali provengono il tipico odore e il crepitio della legna che brucia. Non riusciamo a immaginare scenari diversi dietro la realizzazione di questo A Caress Of Autumn For All The Lost, tanto sono legati, a parer nostro, a ogni singola nota di chitarra acustica e a ogni tastiera che fa da sfondo a cadenti foglie secche. L’atmosfera malinconica che si respira, soprattutto nell’utilizzo delle voci pulite e nelle chitarre acustiche, richiama paesaggi tipici di un autunno appena iniziato. Nonostante si tratti di un album pregno di eteree melodie, non mancano interessanti spunti black metal, a tratti anche grezzi, a noi molto graditi. Le sfuriate in blast beat e la voce in scream, come da copione, sono ben presenti, ma non accompagnate da quell’inquietante oscurità che renderebbe il risultato finale associabile ai classici clichés del genere. Al contrario, la sensazione che si avverte all’ascolto degli otto brani e per tutta la durata dell’album è che ci siano ancora atmosfere da disegnare e melodie da esplorare. Matteo Balzarini è un instancabile cesellatore di melodie che modella e applica abilmente ai brani. Forse è proprio questo che rende A Caress Of Autumn For All The Lost, in uscita Hypnotic Dirge Records, un album “morbido” per il genere a cui è associato, il black metal atmosferico.

All’interno del disco non è difficile scovare alcuni spunti “pop” — come nella parte finale di The Beauty Of Broken Things o di Still Horizon, che ricordano per alcuni versi i Novembre di inizio anni Duemila — che lasciano rilassare l’ascoltatore prima di travolgerlo nuovamente in un tripudio di blast beat. I brani sono ispiratissimi e più maturi rispetto all’esordio del 2024. Oltre ai riferimenti di cui sopra, si possono scorgere echi di Enisum in versione autunnale e di Taur-Im-Duinath nelle parti più atmosferiche. Eremita e Night Birds sono i pezzi che abbiamo apprezzato di più per i rispettivi incipit ad accordi aperti, che racchiudono un mondo di emozioni.

A livello lirico, i temi affrontano l’isolamento, il rimorso, il rimpianto, i sogni infranti e la fragilità delle relazioni umane. La solitudine è trattata come diretta conseguenza della perdita delle persone amate a causa dell’egoismo e dell’orgoglio. Il titolo dell’album vuole essere una mano tesa nei confronti di tutti i “perduti”, affinché apprezzino quanto di buono la vita ha da offrire. Per l’artwork e la cover, i Marea si sono avvalsi dell’artista Francesco Gemelli, già al lavoro di recente su The Great Jihad degli Urna e Ultima Requies dei Feralia, recensiti su queste pagine. In definitiva, un album dalla solida struttura emotiva e dall’accurata ricercatezza melodica che ne caratterizza le atmosfere. Un’opera forse non del tutto calzante per l’ambiente in cui si muove più agiatamente BMIK, ma di certo valida e che segna un notevole passo avanti nella produzione della band.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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marea-a-caress-of-autumn-for-all-the-lostTRACKLIST <br> 1. A Caress Of Autumn; 2. The Beauty Of Broken Things; 3. Eremita; 4. Still Horizon; 5. Aurora; 6. For All The Lost; 7. Night Birds; 8. Absence Of Self <br> DURATA: 52 min. <br> ETICHETTA: Hypnotic Dirge Records <br> ANNO: 2026