Vaultwraith – Decomposing Spells

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I Vaultwraith possono essere annoverati tra i principali rappresentanti della così detta NWOBHM (che sta per “new wave of black heavy metal”, meglio specificarlo), filone underground ultimamente piuttosto florido che, com’è facile intuire dalla definizione, inserisce elementi black più estremi su un impianto sonoro heavy classico dal sapore tradizionalmente ottantiano. A tre anni di distanza dal precedente “Light The Candle In Honour Of Devils” il trio statunitense torna in pista con questo terzo album che, com’era lecito aspettarsi, non segna alcuna evoluzione o cambiamento particolare nell’approccio della band ma va semplicemente a costituire un ulteriore tassello nella discografia del gruppo, ancora una volta concepito come un storia horror a metà tra il fumetto anni cinquanta e il film di serie b (King Diamond certamente approverebbe), con abbondanza di conturbanti vampire dalle grandi poppe. Le coordinate stilistiche lungo le quali si muovono i nostri simpatici amici restano quelle che già avevamo individuato ascoltando i loro precedenti lavori, e che questo sia un disco fondamentalmente heavy metal lo si capisce fin dalle prime note dell’opener “Wax Cylinder Apparition”, che davvero avrebbe potuto tranquillamente essere pubblicata nei primi anni ottanta.

Suonare un minimo freschi mantenendo un così evidente debito nei confronti della vecchia scuola non è impresa facile, eppure i Vaultwraith in qualche modo ci riescono anche se mantengono la loro formula sostanzialmente inalterata, sporcando il tutto con una produzione abbastanza grezza e con un cantato ruvido e demoniaco, che non è proprio uno screaming/growling ma poco ci manca. Aggressività sì, passaggi dal flavour macabro e sepolcrale (che sembrano chiamare in causa addirittura i Mortuary Drape o certo black metal greco) pure, ma anche una buona dose di melodia, con alcuni momenti di più ampio respiro ed assoli che costellano i pezzi, funzionali e ben calati nel contesto generale.

Se proprio volessi trovare una piccola pecca dovrei dire che vi è forse un’eccessiva insistenza su mid tempos muscolari e granitici, che in alcuni casi risultano costruiti a puntino e decisamente efficaci (come ad esempio “The Devil’s Dish Served Cold” e “Full Circle Possession”) mentre in altre occasioni sembrano fin troppo trascinati e monocordi. Non a caso sono invece i pezzi più lanciati quelli in fin dei conti più coinvolgenti, e mi riferisco specialmente a “The Sinister Scythe” e “The Mortuary Succubus”, canzoni che centrano il bersaglio grazie ad un riffing semplice ma genuino, ad una struttura elementare ma solida, con il basso ben in evidenza, e a ritornelli decisamente accattivanti. I Vaultwraith confermano quanto di buono avevano già fatto in passato e con questa nuova fatica continuano a ritagliarsi il loro spazio sulla scena underground attraverso una proposta perfettamente catalogabile ma che trasuda passione da ogni singola nota, posando su un immaginario che credo non potrà mai stancare chi è cresciuto con questo genere di musica.

REVIEW OVERVIEW
Voto
72 %
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vaultwraith-decomposing-spellsTRACKLIST <br> 1. Wax Cylinder Apparition; 2. The Devil's Dish Served Cold; 3. Decomposing Spells; 4. Carnivorous Coven; 5. Church Burned; 6. The Sinister Scythe; 7. Full Circle Possession; 8. Hearse Hauntress; 9. The Mortuary Succubus; 10. Of Skeletons And Metal <br> DURATA: 43 min. <br> ETICHETTA: Hells Headbangers Records <br> ANNO: 2022