Max and Iggor Cavalera – Morbid Devastation Tour 11/11/2023 O2 Shepherd’s Bush Empire (Londra)

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Tornano i fratelli Cavalera con un tour che aspettavo da lungo tempo, e forse lo aspettavamo davvero in tanti come fans dei primi Sepultura. Il remake di due releases storiche come “Morbid Visions” e “Bestial Devastation” ha fatto discutere non poco il pubblico metal quest’anno, spaccandolo tra puristi arrabbiati e fans più affini a un sound definito e moderno che hanno apprezzato l’operazione. Personalmente il fattaccio non mi ha scalfito minimamente, ho atteso il placarsi delle acque per ascoltare le due uscite pochi giorni prima del live senza grandi aspettative, rimanendo sicuramente affezionato alle registrazioni originali da buon amante del raw sound brasiliano. Oggi ci troviamo in questo incredibile teatro costruito nei primi del novecento, che nel passato ha ospitato nomi come David Bowie, The Cure, Jimmy Page & Robert Plant e Rolling Stones. La location ha una capacità di circa duemila persone tra standing e balconate e stasera è quasi sold out.

Aprono la serata gli americani Incite già coinvolti nella prima leg del tour proprio negli USA. La band propone un groove metal ispirato a Pantera, Lamb Of God e Machine Head. Il frontman, con un’attitudine da palco alla Phil Anselmo dei tempi d’oro, intrattiene il pubblico per circa quarantacinque minuti saltando da un amplificatore all’altro. Calano le luci, i roadie iniziano a montare gli schermi ed il logo “Cavalera” in stile primi Sepultura adesso è ben visibile. Un veloce cambio palco e una ventina di minuti di attesa con “The Gate Of Nanna” dei Beherit in sottofondo; il locale è sempre più pieno e ci posizioniamo in una buona prospettiva nonostante la folla e tantissimi smartphone già in aria.

L’intro e l’inizio di “Bestial Devastation”, accompagnati dalla visione di un Max Cavalera super borchiato, con il chiodo e una cartuccera sull’asta del microfono, ci danno subito la pelle d’oca e gli occhi lucidi; la folla è in delirio totale, fin dall’inizio parte un mosh selvaggio, mentre tutti i brani del primo ep scorrono velocemente e Max, divertito, incita il pubblico, ribadendo al microfono “this is the real Sepultura”. Riff primitivi che hanno gettato le basi di buona parte di black e death metal; rototom, blast e “tu-pa tu-pa” selvaggi di un Iggor Cavalera in grandissima forma scaldano ulteriormente il pubblico. Al basso troviamo il giovane Igor Cavalera Jr., figlio di Max, che mi riporta alla mente Cliff Burton, con il suo look e le movenze sul palco. Travis Stone, altro giovanissimo stasera sul palco alla chitarra, tiene bene il gioco a Max, eseguendo ogni singolo riff e assolo senza una sbavatura.

Max continua ad urlare “original brazilian black metal” mentre brani come “Antichrist” e “Necromancer” vengono intonati dai presenti con le loro lyrics oscure e blasfeme. Il set del primo ep si chiude con “Sexta Feira 13”; si abbassano le luci e in sottofondo suonano i “Carmina Burana”. Dopo un veloce cambio di chitarre e basso gli stacchi di “Morbid Visions” ci fanno balzare nuovamente in aria; “Crucifixion” viene accompagnata da immagini del film “Stati Di Allucinazione” (celebre pellicola del 1980 diretta da Ken Russell); mentre la sicurezza “raccoglie” gente che fa crowdsurf senza sosta trascinandola dietro la transenna, Max intona il riff del brano “Black Sabbath” e lancia come una mina “Show Me The Wrath”.

“Schizophrenia”, la terza release dei Sepultura, mi ha sempre fortemente affascinato con i colori del suo artwork e un sound sublime per gli amanti del “grezzo”. La band propone da questo album una parte della strumentale “Inquisition Symphony”, seguita da “Escape To The Void”. Parte quindi come intro un remix di “Refuse/Resist” e dà spazio nella setlist ad altri due classici, appunto “Refuse/Resist” e “Territory”, brani che hanno segnato un’altra era della band.

Max abbandona il chiodo di pelle e sfoggia una maglia dei Discharge; speravo vivamente nella presenza di Jeff Janiak e Shane Embury, come nella serata precedente, ma purtroppo niente ospitate stasera. Max ci tiene a ribadire ancora una volta che si stanno esibendo “THE REAL SEPULTURA” e dopo quest’ultimo proclama inizia l’iconica “Troops Of Doom”, inno definitivo che segna quell’era e la sua celebrazione. Ripetendo “only death is real”, ci lasciamo travolgere dall’ultimo pogo e da un circle pit assassino richiesto da Max.

La setlist si chiude così, dopo la foto di rito della band con il pubblico alle spalle. Un’ora e venti minuti con una scaletta veramente “cult” che speravamo non finisse mai; usciamo lentamente dal locale strapieno e torniamo a casa ancora con l’adrenalina a mille. Potete fare a meno di ascoltare le nuove edizioni ma non fatevi scappare questo tour. Un ringraziamento speciale a C.T. per i biglietti.