Erusopxecinomeddetaeperhguorhtserisednamuhllafonoitacidarecitametsys – Bloolust Towards All

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Sì, avete letto bene, non avete bisogno di un buon paio di occhiali, si chiamano proprio così, Erusopxecinomeddetaeperhguorhtserisednamuhllafonoitacidarecitametsys, che poi non è nient’altro che “systematic eradication of all human desires through repeated demonic exposure” al contrario e senza spazi. E no, non è la band metal con il nome più lungo che ci sia perché esiste un progetto raw black metal greco che si chiama Λοπαδοτεμαχοσελαχογαλεο Κρανιολειψανοδριμυποτριμματο Σιλφιοκαραβομελιτοκατακεχυμενο Κιχλεπικοσσυφοφαττο Περιστεραλεκτρυονοπτοκεφαλλιο Κιγκλοπελειολαγῳοσιραιο Βαφητραγανοπτερύγων ma d’altra parte la lunghezza non è tutto, o almeno così dicono le donne. I nostri amici invece arrivano da San Diego, California, e sono un duo composto dal cantante e chitarrista Nythroth e dal factotum Cave Ritual, che per l’occasione si fa chiamare Plaguehammer, attivo in almeno una quarantina di gruppi, tutti rigorosamente ultra underground. E l’attitudine è quella, decisamente vintage e con un tocco naïf (chissà se consapevole o meno), anche nel caso di questo progetto perché “Bloolust Towards All”, che è il loro full length di debutto, ci viene presentato con le seguenti parole, che riporto testualmente perché ne vale davvero la pena: “hateful raw black metal distilled to it’s most pure and hideous form. No songs over 2 minutes. No tech. Nothing pretty. Only hate. Limited to 66 tapes. No re-presses”. E poi l’avete visto il logo, cioè quella specie di informe gomitolo in alto a destra sulla cover? E l’avete vista la cover, che sembra disegnata da un bambino a cui hanno aggiunto lsd nel latte e cereali della prima colazione? È chiaro che non ho saputo resistere e l’ho dovuto ascoltare perché c’erano tutte le premesse per una di quelle cose brutte talmente brutte da fare tutto il giro ed essere belle. E in effetti è così. O meglio ascoltandolo mi sono reso conto che è leggermente meno brutto di quanto si potesse pensare, per cui vale sempre il detto “non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina”.

Abbiamo a che fare con sedici stilettate di raw black metal senza fronzoli, di quello marcio e violento, che non smette nemmeno per un secondo di essere ciò che è e non cerca nemmeno per un attimo di essere qualcosa di diverso. Le parti più furiose e aggressive non possono non riportare alla mente Ildjarn e la furia di dischi come “Forest Poetry” e “Strength And Anger” mentre in altri momenti prevale invece un piglio decisamente punk (nel senso in cui può essere definito punk un gruppo come gli Impaled Nazarene): dalla miscela di cui questi due elementi, e con la reciproca prevalenza ora dell’uno ora dell’altro, nascono canzoni fondamentalmente tutte uguali, fatte dei consueti riff taglienti e zanzarosi, di una batteria che passa inevitabilmente e invariabilmente dal tu-pa tu-pa al blast beats, del classico screaming rauco e pieno di rabbia e dell’ancora più classica produzione artigianale e in presa diretta, per cui sentiamo il ronzio delle chitarre e rumori vari all’inizio e alla fine di ogni pezzo. L’unico elemento “sorprendente” sono gli assoli che costellano i brani che, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, non sono fulminei (e sgangherati) assoli slayeriani ma brevi assoli vagamente melodici e dal sapore heavy. Quasi tutto scontato e prevedibile quindi ma comunque godibile se amate questo genere di nefandezze, che suonano grosso modo come poteva suonare una demo d’esordio registrata in qualche umida cantina norvegese nel 1992 o giù di lì. Resta un lavoro “tutta attitudine” e poco altro, sia chiaro, che magari tra qualche tempo sarà ristampato, a dispetto dei proclami, e spacciato per chissà quale “culto”, ma in fin dei conti canzoni come “Mainlining Hate” e “The Eye Of The Beholder” non sono poi male e magari vi resteranno in testa almeno per qualche ora (poi ovviamente ve le dimenticherete). Insomma, va preso per quello che è, e in ogni caso la cosa più difficile resta imparare il nome del gruppo.

REVIEW OVERVIEW
Voto
64 %
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erusopxecinomeddetaeperhguorhtserisednamuhllafonoitacidarecitametsys-bloolust-towards-allTRACKLIST <br> 1. Bloodlust Towards All Terrestrial Beings; 2. Infernal Precognition; 3. We Are Among You; 4. Temple Of Dionysus; 5. Mainlining Hate; 6. Field Ritual; 7. Sinister Laughter; 8. Gorging On Vital Energy; 9. March Of The Wicked; 10. Tunnels Of Qliphoth; 11. The Eye Of The Beholder; 12. Baptized In Fire; 13. Frozen Earth; 14. Hands Held (Walking Into Extinction); 15. Astral Assassin; 16. Demiurgic Fallacy <br> DURATA: 41 min. <br> ETICHETTA: Malevolent Sound <br> ANNO: 2023