Charnel Spirit – Blood Prophecy

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Norvegia, tanta Norvegia e ancora Norvegia! In particolare quella di Bergen e di Oslo. Sembra infatti essere proprio questa la fonte d’ispirazione principale alla quale attinge la one man band (come dicono gli anglosassoni e forse anche gli australiani) dei Charnel Spirit. Proveniente dal sottobosco delle più remote e desolate lande dell’Australia (e non della penisola scandinava) arriva a noi il loro primo demo dal titolo “Blood Prophecy”. Dietro ai nostri “cari amici” c’è la mente di Desolate, non esattamente un novellino del nero ambiente, onnipresente mastermind in molte band operanti sulla scena black metal australiana (Austere, Dearthe, Funerary Torch ma l’elenco sarebbe davvero molto lungo): con ognuna delle succitate band, e non solo, il Nostro ha inciso una media di quattro o cinque album negli ultimi vent’anni, sintomo di grande prolificità e ispirazione. All’interno di questa prima egregia prova troviamo un black metal atmosferico, dalle melodie inquietanti e sempre varie, come nell’iniziale “Poisoned Absolution”, che alterna un incedere di arpeggi in mid tempo, dall’andamento a tratti inquietante, a un tripudio di sfuriate in blast beats, senza perdere mai d’occhio la melodia che accompagna per intero gli oltre sei minuti di esecuzione, rendendo piacevole l’attenzione dedicata all’ascolto. Attenzione che non tende a calare nemmeno al giungere del “pertinente” e “non chilometrico e iper tecnico” (per lo scrivente è assolutamente fondamentale che sia così) assolo di chitarra, che riesce a essere parte integrante del brano stesso senza snaturarne il pathos.

Se volessimo andare più nello specifico in fatto di riferimenti, direi i Kampfar o i Khold meno recenti. Questo è il nome che ci suggeriscono gli otto minuti della seguente“Aperature Through Eradication”. Otto minuti che scorrono piacevolmente (nonostante l’intero brano si regga su di un giro di tre accordi) grazie al susseguirsi di melodie ben arrangiate, atmosfere accattivanti e ripetute che catturano già al primo ascolto e fanno da sfondo a una voce disperata, con il tappeto di tastiere a fare il resto. Anche in questo caso è apprezzatissimo il mancato protagonismo della “sei corde” in favore di un richiamo in chiave solistica delle melodie principali che guidano il pezzo. La terza traccia è “Fossilised Sepulchre” che suona come una feroce richiesta d’aiuto a uscire da una tomba talmente oscura che ne è impossibile l’apertura. Parte subito in blast beats, anche qui in alternanza con parti in mid tempo godibilissime.

La semplicità compositiva pare essere un must per i Charnel Spirit, che riescono perfettamente a rendere l’idea di oscurità e inquietudine anche in un brano come questo basato su due accordi. Avremmo assai gradito poter leggere e analizzare i testi dei brani per poterci addentrare meglio nell’oscuro universo di Desolate (la cui cripticità ovviamente rispettiamo) ma dalla casa discografica nessuna nota è stata rilasciata in merito se non che “i Charnel Spirit invocano un rito di visione disumana e sinistra facendo eco al freddo spirito della tomba”. Mai avrei pensato di poter ascoltare dell’ottimo black metal “norvegese” proveniente da un paese lontano migliaia di chilometri dalla terra madre delle band “primigenie” ma in definitiva: i Charnel Spirit possono assurgere al rango di blacksters australiani dall’animo nordico.