Flammene Fra Nord è un progetto nato dalla collaborazione tra musicisti della scena sotterranea norvegese e svedese. Il gruppo riunisce tre figure note per la loro incessante attività nell’underground scandinavo: Swartadauþuz a chitarra, basso e tastiere (Bekëth Nexëhmü, Azelisassath, Greve, Trolldom, tra i vari), Peregrinus a voce, chitarra e basso (Kvad, Unholy Craft, Sort Storm) e Lord G. alla batteria (Vorgfang, Altertum, Illvilje). Il sound del progetto si muove lungo i binari del black metal nordico di stampo classico della metà degli anni novanta. Le influenze attingono direttamente alla tradizione norvegese e svedese dell’epoca, bilanciando riff taglienti e freddi con trame atmosferiche, inserti di tastiera e una sezione ritmica serrata, richiamando sonorità vicine ai primi Satyricon, Sorhin, Kvist o Bekëth Nexëhmü.

Nell’era della sovrapproduzione digitale e di un black metal spesso sterile, levigato o privo di reale trasporto emotivo, l’esordio omonimo dei Flammene Fra Nord si pone come una dichiarazione d’intenti intransigente. Il triumvirato formato da Swartadauþuz, Peregrinus e Lord G. dà vita a un’opera che rievoca con devozione assoluta l’età dell’oro del genere, senza tuttavia scivolare nella mera parodia nostalgia-driven.

L’album si sviluppa lungo nove tracce, dieci contando la breve intro, per un totale di circa 43 minuti, bilanciando una spinta aggressiva e primordiale con una marcata sensibilità atmosferica. Fin dall’intro strumentale Ved Skumrings Port l’atmosfera si fa cupa e spettrale, introducendo subito la title track: una cavalcata implacabile sorretta dal drumming serrato di Lord G. e dalle chitarre affilate di Swartadauþuz e Peregrinus. Ciò che eleva il disco rispetto alle tante uscite del settore è l’equilibrio compositivo: il lavoro di chitarra, marchio di fabbrica di Swartadauþuz, è ben udibile nelle trame melodiche, gelide e maestose, intrecciate a un uso misurato delle tastiere che riporta alla mente i Satyricon di Dark Medieval Times, i Sorhin o i progetti storici del circuito svedese. A ciò si aggiunge lo screaming graffiante di Peregrinus, che dona un’impronta fortemente sofferta e maligna ai brani, trovando perfetto sfogo in episodi come Jorden Gjorde Meg Vred e Ferd I Mørke Skog.

La scaletta alterna momenti di totale furia sonora a intermezzi più d’atmosfera, come Sorte Syn, e a passaggi dai tempi medi, drammatici e solenni, come la conclusiva Vinden Over Sorte Berg. La produzione è bilanciata con cura: il suono conserva quel carattere ruvido e organico tipico delle produzioni vecchia scuola ma beneficia della chiarezza strumentale necessaria per far emergere i singoli strati di chitarra e synth nella stampa su cd curata da Medieval Prophecy Records.

Flammene Fra Nord è un lavoro solido, maturo e privo di sbavature, destinato a chiunque consideri il black metal scandinavo di metà anni novanta non una semplice fase storica ma un vero e proprio canone estetico e spirituale da preservare. Un debutto eccellente per uno dei progetti rivelazione dell’anno nell’underground.









