Corpus Diavolis – Atra Lumen

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Da qualche anno a questa parte black metal francese sembra in molti casi fare rima con black metal ortodosso o religious, se vogliamo adottare quest’ultima definizione, di per sé piuttosto generica. Ed a questa classificazione non sfuggono neppure i marsigliesi Corpus Diavolis, misterioso quintetto di incappucciati che con “Atra Lumen” (luce nera) celebrano il loro terzo rituale satanico (oltre ai full length “Revolucia” del 2010 e “Entheogenesis” del 2013, i nostri hanno all’attivo un demo e un paio di split). Le atmosfere malevole ed il piglio esoterico-occulto che trasudano letteralmente da ogni singola nota avvicinano questo album allo stile di gruppi come Hell Militia e Temple Of Baal od anche Watain e Svest, anche se i Corpus Diavolis adottano un approccio molto più doomish, caratterizzato da ritmi lenti e sinistre melodie, qualche evocativo ricamo di tastiera o pianoforte ed acide distorsioni chitarristiche, perché il cerimoniale di evocazione, per imprimersi a dovere nelle orecchie ed insinuarsi nella carne di chi ascolta, deve procedere senza fretta. Cito ad esempio “L’Oeil Unique”, scarna e cadenzata litania di morte (che, fatte le debite proporzioni, potrebbe anche ricordare gli ultimi Satyricon) e sigillo malefico del tempio blasfemo musicato dai nostri. Non mancano tuttavia i momenti più aggressivi e canonicamente black (“Signs Of End Times”, “Thy Glorification”), ben congegnati e comunque incastrati a dovere nel mosaico generale. Ottima anche la prestazione vocale aspra e profonda del singer Daemonicreator, che officia la processione funebre ed in alcune occasioni (“Flesh To Flesh”) raggiunge picchi di malefica espressività davvero notevoli. In estrema sintesi, pur senza inventare nulla, i Corpus Diavolis manipolano a loro piacimento la materia black più sacrilega e danno alla luce (delle tenebre) un album denso ed oscuro, da gustare per chi predilige le sonorità più ipnotiche ed asfissianti e le strutture mediamente complicate.