Goat Worship – Blood And Steel

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Giovane progetto solista proveniente dal Brasile, dietro al quale si nasconde il factotum Hades, Goat Worship esordisce sulla lunga distanza con questo “Blood And Steel” che già dall’artwork e dai titoli dei pezzi si rivela essere un aperto omaggio a Quorthon e alla sua creatura Bathory, la cui influenza sulla scena metal estrema continua a pesare come un macigno. E una volta inserito il cd nel lettore e premuto il tasto play (ammesso che siate dei dinosauri e, come il sottoscritto, utilizziate ancora queste modalità di ascolto), l’omaggio sembra avvicinarsi pericolosamente ai confini del plagio, tanto il black/thrash metal furioso, selvaggio e primitivo proposto dai Goat Worship è simile a quello inaugurato dai Bathory con l’omonimo album di debutto nell’ormai lontano 1984. E davvero non vi sarebbe molto altro da aggiungere dal momento che ogni ascoltatore medio dovrebbe conoscere come le proprie tasche questo genere di sonorità ed il buon Hades non si sforza più di tanto per metterci qualcosa di suo, limitandosi ad azzeccare qualche riff qua e là (apprezzabile in questo senso è soprattutto la conclusiva “Helheim”, che parte cadenzata e rocciosa e termina come una feroce e bellicosa cavalcata) e a fare continui, ed a parer mio anche abbastanza forzati, riferimenti alla mitologia nordica. Tra sferzate thrash old school e qualche sprazzo dal sapore leggermente più epico, il disco scorre via veloce ma senza particolari sussulti. “Blood And Steel” potrebbe piacere ai fans di Absu e Countess, oltre che naturalmente ai nostalgici di Quorthon (che potranno comunque sempre andarsi a riascoltare “The Return…” o “Under The Sign Of The Black Mark”): è un po’ poco ma così è se vi pare.